arpa

Castro 5 agosto 2013

Durante la tavola rotonda, dove abbiamo presentato i risultati dei  campionamenti fatti dalla Goletta dei laghi il confronto con  Ato, Asl, Arpa, Consorzio dei laghi, Valcamonica Servizi, ha posto l’accento sulle criticità che gravano sul lago d’Iseo prima fra tutte la mancata depurazione delle acque di scarico di mezza Valle Camonica. E’ emersa anche la necessità di un maggior sistema di monitoraggio e controllo delle acque del Sebino, al fine di evitare le spiacevoli situazioni createsi all’inizio dell’estate. Necessità sostenuta a gran voce da tutti i partecipanti.

Ecco invece la cruda realtà

FINALMENTE REGIONE LOMBARDIA TAGLIA I COSTI DELLA POLITICA!


Lo scorso 25 giugno il consiglio regionale lombardo ha emanato la legge regionale 3 che definisce una serie di norme volte a ridurre  i costi della politica. Finalmente una legge che tutti i cittadini lombardi aspettavano, almeno da quando sono state rese note le spese dei gruppi consigliari e dei singoli assessori o consiglieri nella precedente legislatura  e di cui ora la magistratura ordinaria e contabile si sta interessando per verificare se vi siano stati illeciti di rilevanza penale e/o contabile.

Si tratta di norma complessa che ha visto approvare in aula un emendamento che identifica ulteriori previsioni  di riduzione di spesa.  Questa meritoria riduzione della spesa dei costi della politica ha coinvolto gli enti del sistema regione tra cui ARPA: un taglio netto del 20% sul rendiconto finanziaro del 2011:  in quell’anno le risorse finanziarie destinate ad ARPA ammontavano a 71 milioni di euro, nel 2013 tali risorse di riducono a 56,8 milioni. Se nel 2012 la spesa per il personale era di 57 milioni di euro pare evidente che l’agenzia che svolge azioni di controllo e prevenzione ambientale in Lombardia rischia il collasso, mettendo, a rischio 150 posti di lavoro sul migliaio o poco più attualmente in organico. Di fatto, con la legge  taglia-costi della politica,  i politici lombardi tagliano i controlli ambientali ed i posti di lavoro dopo aver scientemente depotenziato le funzioni di controllo degli operatori ARPA togliendo loro – nel 2010 – la qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria. Si è scelta la strada dei tagli lineari perchè è più agevole che fare interventi mirati.

Considerando il personale ARPA alla stregua di figure politiche di cui si può e si deve fare a meno, si è scelto di percorrere la  comoda  strada di fare cassa nel modo più semplice anzichè operare scelte consapevoli e responsabili di mantenimento dei servizi a tutela e protezione dei cittadini/elettori lombardi. 

Rassegna Stampa

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