saluto del presidente

La passerella di Christo, un anno dopo Si può ancora camminare  (virtualmente) - Cronaca, Iseo

SALUTO DEL PRESIDENTE
Prima di Christo, l’isola di San Paolo era stata aperta al pubblico una sola volta, a fine anni
sessanta. Per decenni la vita di questi luoghi è stata cadenzata dal ritmo pacato di chi non ha
inseguito la frenesia veloce delle cose che ha dato identità agli ultimi decenni del novecento.
Eccellenti le nicchie di crescita economica, i motoscafi della Riva, le reti da pesca di Montisola e
Sulzano e Sale Marasino, i segmenti marginali del turismo, gastronomia, week end, molti
campeggi, e perfino la fortunata invenzione del Franciacorta, noto in tutto il mondo della
viticoltura, ma mai una spinta di largo consumo, una occasione universale di forti investimenti e
adeguate promozioni. Il territorio, un tutt’uno dalla Franciacorta al lago, alla media Valle
Camonica, con le incisioni rupestri, è rimasto laterale, fuori moda e fuori rotta.
Poi, è arrivato Christo, celebrità riconosciuta dell’arte contemporanea, con una idea visionaria
quanto semplice in apparenza, costruire un ponte galleggiante, dalla terra ferma all’isola.
L’opera dall’alto appare una geometria improvvisa, una intrusione profonda, una scenografia
colossale a ridisegnare la baia verde dell’isola, ma anche un effetto abbagliante, una pura
attrazione da oggetto del desiderio.
Sono stati sedici giorni di euforia, è saltato ogni rapporto, tutto è stato fuori misura, una
sequenza cinematografica kolossal, una fantasia alimentata da comportamenti individuali
oscillanti dal disagio estremo alla felicità infantile. E sono stati migliaia, decine di migliaia i
selfie, le fotografie, i video che hanno invaso la rete. Poi il silenzio, il miraggio che scompare, il
lago restituito ora per ora alla sua pacifica essenza.
Che rimane? L’immagine certo di un evento irripetibile. E insieme due domande cui dare, con
il tempo necessario, le dovute risposte.
La prima è di tipo culturale. Quella avventura individuale e collettiva rappresenta
simbolicamente la faccia mediatica di un bisogno culturale che è autentico. Pochi forse, avranno
colto la misura dell’ambiente. Ma le foto di quel lungo nastro giallo srotolato dentro l’acqua a
ridisegnare l’orizzonte
v e r d e s o n o u n a
emozione che ha
catturato facilmente
l ‘ i m m a g i n a ri o d i
ciascuno.
La seconda domanda
riguarda il territorio.
La necessità di capire
se quell’evento è stato
utile a farne conoscere
in qualche modo le
qualità, i caratteri
intimi, specifici, unici,
o se il lago è stato
sempl i cemente i l
fondale di scena, lo
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strumento facile di una operazione d’arte volutamente transitoria, effimera, che ha utilizzato la bellezza dei
luoghi per enfatizzare la bellezza di un manufatto.
Così la pensa anche Vittorio Sgarbi
“Il territorio ha perso l’occasione di essere un ruolo reale, e non ideale, dove la passerella di Christo
stabilisse un collegamento con paesi, monumenti, chiese, siti archeologici, che meritavano dopo anni di
disinteresse ed oblio, di diventare mete di un percorso delle meraviglie. Nulla sulle rive del lago, nelle
province di Brescia e Bergamo, è meno importante dei reclamati progetti di Christo esposti al museo di S.
Giulia di Brescia.
L’attrazione della passerella, con la bella idea di camminare sull’acqua, non può che coinvolgere
emotivamente, ma il coinvolgimento emotivo non è sufficiente. Mi chiedo perché la regione e i comuni non
hanno predisposto visite organizzate con orari di apertura anche notturni per i luoghi che ho citato. Alle
autorità locali doveva stare a cuore animare e far rivivere paesi e monumenti, in una occasione così
vantaggiosa e non soltanto fine a se stessa, ma utile per rivelare meravigliosi tesori segreti, in questi giorni
e per l’avvenire”
Archiviamo un evento spettacolare che piaccia o no, ha portato una ventata di ottimismo sulle rive del lago
e lo ha fatto conoscere al mondo. Sfruttiamo il meraviglioso spot promozionale che l’evento ha prodotto.
Dobbiamo essere consapevoli che ci siamo trovati di fronte ad una meravigliosa opera ingegneristica che
nulla ha a che fare con l’arte e la cultura di cui questo territorio è particolarmente ricco. E’ fondamentale
individuare da subito in quale direzione andare, perché da qui deriverà una idea del futuro. Inseguire la
forza della immagine o conservare solo il riflesso di un successo per preservare le qualità di una magia e
rafforzare i valori di un ambiente che ha così forti radici territoriali e umane.
Massimo Rota
THE FLOATING PIERS
L’hanno scorso sul notiziario, avevo proposto una riflessione sul rapporto tra turismo e l’ambiente; un
connubio troppe volte contradditorio che
spesso e volentieri porta a prese di posizione
divergenti. La “Passerella di Christo”, ha messo
in evidenza, in modo chiaro e inequivocabile,
questa contrapposizione.
Il nostro territorio, per 16 giorni è stato al
centro dell’attenzione dei media di tutto il
mondo; la passerella di Christo è stata uno
degli eventi artistici mondiali più attesi del

  1. Fotografie, video, articoli sui più
    importanti quotidiani del mondo hanno fatto
    diventare l’evento un vero e proprio volano per
    la conoscenza del nostro territorio.
    E’ andato tutto bene?
    Per gli organizzatori e gli amministratori
    sicuramente si.
    Qualcuno però ha il coraggio di cantare fuori dal coro
    clicca
    The Floating Piers ha fatto si che l’industria turistica abbia vissuto una stagione da incorniciare, perché è
    evidente a tutti l’impatto positivo dal punto di vista economico. Ora è difficile però prevedere gli effetti e la
    ricaduta spalmati a lungo termine. La posta in gioco è alta; tutto quello che verrà a livello di strategie di
    http://www.dagospia.com/rubrica-31/arte/christo-non-ha-fatto-miracolo-sua-decantata-passerellalago-127327.htm
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    un’occasione di cambiamento.
    Puntare sulla bellezza è un obiettivo imprescindibile
    e una chiave fondamentale per capire come il
    nostro Paese possa ritrovare le idee e la forza per
    guardare con ottimismo al futuro. “Questo paese
    non produce più nuova bellezza, se non per qualche
    oggetto isolato. Le periferie, il consumo di suolo,
    l’abusivismo, l’emarginazione dei giovani,
    l’individualismo esasperato, i tagli alla cultura e alla
    scuola sono tutti fenomeni che rubano bellezza al
    nostro paese. Proprio la bellezza, invece può essere
    la chiave per rivedere politiche che interessano
    fortemente il territorio e concorrono in maniera
    rilevante a definirne caratteri e qualità. E’
    necessario innescare nei territori processi di
    trasformazione che puntino a rendere più belle,
    moderne e vivibili le città italiane, a migliorare la
    qualità della convivenza, del benessere individuale
    e collettivo e a muovere la creatività. La sfida,
    insomma, è invertire la tendenza, promuovendo un
    modello di sviluppo alternativo a quello che ha
    distrutto la bellezza naturale senza produrne di
    nuova”.
    Tutela e riqualificazione del patrimonio
    paesaggistico
    Tutela del suolo e contenimento del consumo;
    Bellezza delle opere pubbliche e concorsi di
    progettazione; Rigenerazione urbana; Contributo
    per la tutela del suolo; Repressione dell’abusivismo
    edilizio e recupero ambientale delle aree, sono i
    temi che chi amministra deve inserire nelle proprie
    agende di lavoro.
    attenzione.
    A tal proposito, a seguire alcune considerazioni
    care alla nostra associazione sul concetto di
    territorio ed il suo utilizzo.
    La bellezza, il nostro futuro
    Bellezza è il nostro immenso patrimonio di arte e
    cultura incastonato in paesaggi mozzafiato.
    Bellezza è un ambiente sano e pulito. Bellezza è
    agire nell’interesse del bene comune. Vogliamo
    proteggere tutta la bellezza che vive e resiste nel
    nostro Paese. La bellezza è la principale
    caratteristica che il mondo riconosce all’Italia. La
    nostra dote, la nostra ricchezza. Individuarla,
    tutelarla, crearne di nuova è la chiave per
    immaginare un futuro oltre la crisi. Perchè questo
    diventi realtà è necessario non solo investire risorse
    per contrastare il degrado, l’abbandono, il consumo
    insensato del territorio: la vera sfida è ricostruire il
    concetto di bene comune, l ‘orgogl io
    dell’appartenenza e della partecipazione alla vita
    collettiva. c’è un’Italia del territorio, delle imprese,
    dell’associazionismo, della società civile che
    costruisce dal basso pezzi di cambiamento dando
    vita a esperienze di bellezza.
    La qualità è il fattore decisivo su cui costruire
    il nostro sviluppo
    La bellezza come tema portante di scelte concrete,
    la qualità come chiave di ogni trasformazione del
    territorio. E’ questo il filo conduttore del disegno di
    legge redatto da Legambiente: una proposta per
    fare della prossima legislatura finalmente
    ANGELMAN
    Legambiente Alto Sebino da quattro anni sposa la causa dell’associazione Angelman, una onlus locale che
    raccoglie fondi per sostenere la ricerca scientifica sulla sindrome di Angelman. Abbiamo scelto di legare la
    manifestazione estiva di Festambientelaghi a questa charity donando un’euro per ogni coperto. Grazie a
    questa iniziativa, nelle diverse edizioni, abbiamo raccolto una cospicua somma di denaro che ha contribuito
    a finanziare una borsa di studio di quattro anni per una giovane ricercatrice bergamasca al centro Erasmus
    MC di Rotterdam in Olanda.
    La Sindrome di Angelman è una grave malattia rara di origine genetica che colpisce un neonato ogni 12.000
    circa. I bambini che ne sono affetti non possono parlare, hanno gravi difficoltà motorie e cognitive e
    soffrono di epilessia. Hanno bisogno di assistenza per tutta la vita.
    Ad oggi non esiste una cura ma è in atto un grande impegno scientifico in Europa e negli Stati Uniti per
    trovarla.
    L’Associazione Angelman si impegna dal 2012 per finanziare la ricerca scientifica del professor Ype
    Elgersma al centro Erasmus di Rotterdam, considerata tra le più promettenti al mondo.
    Per maggiori informazioni: www.associazioneangelman.it – face: associazione Angelman
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    Festambientelaghi 2016
    Festambiente 2016 è stata una bella festa, faticosa però
    coronata da quel successo di pubblico che ci aspettavamo;
    peccato per la serataccia di sabato, il temporale ci ha
    veramente rovinato la serata. Una manifestazione di questo
    livello ha bisogno del lavoro di tante persone, ma soprattutto
    di gente che abbia voglia di fare squadra. E noi ancora una
    volta abbiamo dimostrato che siamo una grande squadra !
    Il menù come sempre è stato apprezzato e il nostro servizio
    ha stupito i nostri ospiti.
    E allora … bravi tutti !
  • Giusi che quest’anno ci ha fornito un sistema
    informatico, senza il minimo intoppo.
  • Dori per il grande lavoro svolto in cucina
  • Armida e Gina le nostre signore della polenta.
  • Stefania ed Elisa ai formaggi.
  • Dino l’artista della composizione della grigliata
    e la sua signora Eugenia alle insalate
    e non solo.
  • Simon e Antonio la bella coppia di forgisti !
  • Silvia tutto fare dalle cipollate alle caponate
    dal decoro dei piatti ai formaggi, per non
    parlare dei dolci.
  • Mila, Brunella, Sonia e Dario come sempre
    instancabili.
  • Andrea e Diego alle comande
  • Maurizio, Matteo, Natan, Nicola e Jimmi
    affidabili e instancabili gestori del bar
    del ristorante
  • Ivo, Federico, Marco e Fabio professori della
    raccolta differenziata
  • Dario, Bianca, Elena, Lucrezia, Ludovica e
    Lorenza i nostri valorosi addetti al
    servizio in sala.
  • Monica, Mara e Marzia le lavapiatti.
  • Massimo il guardiano notturno
  • Augusto l’addetto all’approvvigionamento degli
    alimenti
  • Il mitico Micotti alla raccolta differenziata
  • Roberta, Nicola, Luca, Domenico e tutta
    la squadra Angelman
  • Clara per la presenza costante alla bancarella
  • Vera che ha giocato con i bambini
  • Patty, Antonella e Bigio il loro Bar-H anche
    quest’anno si è fatto notare
    Un grazie ancora a tutti; siamo veramente una
    grande squadra.
    PROGRAMMI PER IL 2017

Ecco per grandi linee i progetti da sviluppare per il prossimo
anno:
1) Festambientelaghi
2) Lavori di ristrutturazione della casetta del parco
3) La promozione del nostro parco,
4) L’educazione ambientale nelle scuole.
Progetti che ci impegneranno per tutto il 2017, che
richiederanno un grande impegno da parte di tutti, ma da
cui ci aspettiamo tante soddisfazioni.
GOLETTA DEI LAGHI

Anche quest’anno Goletta dei laghi, giunta alla sua 11
edizione, ha fatto tappa sul Sebino ospite di
Festambientelaghi 2016. La campagna di Legambiente,
che monitora la qualità delle acque, degli ecosistemi e dei
territori lacustri italiani, ha evidenziato, ancora una volta, la
non buona qualità delle acque del nostro lago.
Tutti i punti indagati risultano inquinati o
fortemente inquinati
Il Lago d’Iseo anche quest’anno mostra diverse criticità per
quanto riguarda gli scarichi non depurati che finiscono
nelle acque lacustri. Degli 8 punti monitorati dalla Goletta
dei laghi di Legambiente 3 sono risultati inquinati e 5
fortemente inquinati.
Corriere della Sera:
http://brescia.corriere.it/notizie/cronaca/16_giugno_30/l
egambiente-boccia-lago-iseo-inquinato-tutti-puntimonitorati-2f35cd60-3ed8-11e6-8ec2-
e2fce013ce00.shtml
Il Giorno: http://www.ecodibergamo.it/stories/bergamocitta/la-goletta-dei-laghi-boccia-il-sebinoinquinati-tutti-ipunti-monitorati-vide_1190327_11/
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Lavori di recupero
alla casetta del parco

Proseguono i lavori per il recupero del manufatto dell’ex
acquedotto che diventerà la nostra sede e il luogo per
l’accoglienza dei visitatori del parco. Crediamo che le
fotografie più delle parole diano l’idea di quanto è stato
fatto. Ancora molto c’è da fare e ce la faremo!
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(A cura di Fabio Oscar)
A compimento del percorso di studi presso la facoltà
di Scienze Agrarie e Alimentari dell’Università degli
Studi di Milano ho avuto il piacere di strutturare la tesi
di laurea lavorando sul territorio in cui risiedo, più
nello specifico Castro.L’elaborato finale ha come
titolo “Parco Gola del Tinazzo (Lago d’Iseo): aspetti
ambientali e gestionali”.
Il lavoro ha avuto come obiettivo lo studio ambientale
del Parco in tutti i suoi aspetti (cenni storici, flora e
vegetazione, fauna, acque sorgive, clima, bioclima,
geologia, geomorfologia, idrologia, aspetti fruitivi) ai
fini di redigere linee-guida contenenti indicazioni per
interventi migliorativi dell’area e sue prospettive
future per una corretta gestione, conservazione e
valorizzazione.
Dopo aver inquadrato l’area di studio nel contesto
dell’Alto Sebino, il territorio del Parco è stato
suddiviso in due zone, in base al regolamento
recentemente approvato: l’area A (7.634 m2)
comprende la forra fossile del torrente BorlezzaTinazzo, un ruscello sorgivo ed un bosco umido, l’area
B è invece caratterizzata dalla presenza di balze
terrazzate a prato ed orli boschivi (12.765 m2) ed una
parte del crinale di San Lorenzo (14.339 m2), con
bosco, una tipica gariga montana e praterie di
versante.
Dal punto di vista geologico le rocce del Parco
appartengono quasi interamente alla Formazione di
Castro (Carnico superiore – 220 milioni di anni fa). La
gola, profondamente incisa dallo scorrere impetuoso
delle acque, è caratterizzata da pareti alte 40 m,
mentre l’alveo originale si stima possa trovarsi ad
altrettanti metri sotto l’attuale livello del terreno.
Nel Parco sono presenti alcune sorgenti, che vanno a
costituire un rivo: le analisi delle acque mostrano
come queste risultino limpide e pulite: conducibilità
nella norma, pH leggermente alcalino, acque dure,
cloruri quasi assenti e solfati piuttosto elevati. Nel
ruscello prolifica l’Austropotamobius pallipes
(gambero di fiume), specie protetta a livello europeo
dalla direttiva Habitat 92/43/CEE. Di notevole
interesse è il ritrovamento all’interno di una piccola
grotta di un mollusco gasteropode polmonato
(altezza media 1-2 mm) appartenente al genere
Zospeum, finora mai rinvenuto ad occidente del Lago
d’Iseo!
Dal punto di vista floristico, nel Parco sono state
riscontrate 298 entità differenti (78 Famiglie), sulle
quali sono stati effettuati studi riguardanti lo spettro
biologico e lo spettro corologico, oltre
all’ecogramma relativamente ad alcuni fattori
ecologici.
Da un’attenta analisi degli aspetti fruitivi del
Parco e dalle risposte di visitatori e docenti di
scolaresche ai questionari di valutazione
online appositamente predisposti è stata poi
proposta l’analisi SWOT del Parco Gola del
Tinazzo (ovvero punti di forza, punti di
debolezza, opportunità e minacce).
La tesi si conclude con un suggerimento su
alcuni interventi migliorativi da attuare.
L’augurio è che il lavoro possa contribuire a far
conoscere maggiormente questo prezioso
spazio naturalistico e a renderlo sempre più
accogliente per i visitatori.
Des idero ri volgere un parti colare
ringraziamento a Massimo Rota, presidente
del circolo Legambiente Alto Sebino, per
avermi suggerito ed invitato a realizzare
questa tesi e per la sua presenza in un
continuo confronto e scambio di informazioni
sul lavoro.
Grazie anche alla prof.ssa Ilda Vagge (docente
Unimi e relatrice della tesi), al dott. Aldo
Avogadri (conservatore del Museo Civico di
Scienze Naturali di Lovere) e ad Enrico Pezzoli
(malacologo) per il supporto ed i suggerimenti
offertimi.
Tesi di Laurea «PARCO GOLA DEL TINAZZO»
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PROGETTO CARIPLO
L’ente capofila, promotore del Progetto “Miglioramento
della connettività ecologica fluviale e terrestre nell’Alto
Sebino e nella Val Cavallina”, rappresentato dalla
Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi (CMLB) si
contraddistingue per il grande impegno profuso
nell’ultimo decennio, nella tutela dell’ambiente
naturale, nello sviluppo turistico sostenibile e nella
promozione ecosostenibile del territorio del Sebino e
delle sue peculiarità.
Testimonianza di tale evidenza sono le attività svolte
nell’ambito di progetti cofinanziati da Fondazione
Cariplo in diversi bandi dell’area “Ambiente”:

  • Tutelare la qualità delle acque:
  • “Coordinarsi per agire insieme sulle acque del Sebino.
    Definizione di accordi e strumenti per
    prepararsi al Contratto di lago” – bando Cariplo anno
    2005;
  • “Realizzazione di interventi condivisi finalizzati al
    miglioramento delle condizioni ecologiche, dello stato
    qualitativo e alla rinaturazione del lago d’Iseo” – bando
    Cariplo anno 2008;
  • “Interventi di riqualifica dell’ecosistema acquatico
    lacustre e degli ambienti naturali del lago d’Iseo ed
    interventi di miglioramento delle condizioni biologiche
    ed ecologiche del lago d’Endine, nonché miglioramento
    naturalistico e di qualità delle acque del lago Moro” –
    bando Cariplo 2010;
  • Tutelare e Valorizzare la Biodiversità nel 2011,
    “Tra Lago e Lago – Un collegamento ambientale tra le
    aree ad
    alta naturalità della Comunità Montana dei Laghi
    Bergamaschi”;
  • Tutelare e valorizzare la biodiversità nei siti
    della Rete Natura 2000 nel 2007, “Riserva Naturale
    Valle del Freddo: serbatoio di biodiversità”.
    Nell’ambito del bando 2014, Fondazione Cariplo ha
    approvato il cofinanziamento del progetto “Facciamo
    rete nell’area dell’Alto Sebino. Connettere per
    conoscere e fruire il nostro territorio”, dove sono stati
    identificati gli interventi di primaria importanza da
    realizzarsi quanto prima sul territorio dell’Alto Sebino,
    attualmente in corso.
    Inoltre nell’ambito del bando Cariplo 2015
    Connessione ecologica è stato presentato il progetto
    “Conservazione degli elementi di unicità della Valle del
    Freddo e valorizzazione del corridoio ecologico del T.
    Oneto”, che prevedeva la realizzazione di significativi
    interventi a scala locale finalizzati al rafforzamento
    della matrice ambientale e delle caratteristiche
    strutturali della rete ecologica. L’esito della richiesta è
    stato negativo in quanto non completamente coerente
    con gli indirizzi di connessione ecologica a vasta scala
    delle azioni proposte.
    Il presente progetto ha ripreso gli interventi previsti dal
    progetto del 2015, introducendo nuove azioni volte alla
    realizzazione di corridoi ecologici sia di tipo fluviale che
    terrestre su vasta scala coerentemente all’assetto
    definito dalla RER, nell’area dell’Alto Sebino,
    interessando i laghi d’Endine e Gaiano ed il T.
    Borlezza.
    Tali interventi riguardano il miglioramento del
    corridoio fluviale del T. Borlezza, la creazione di un
    ponte ecologico terrestre lungo la SS42; la
    realizzazione di interventi di sistemazione fluviale
    nell’area umida localizzata in prossimità
    dell’incubatoio di Endine, oltre che il miglioramento
    delle condizioni trofiche dei Laghi di Endine e Gaiano e
    la creazione di habitat per la fauna anfibia, con
    particolare attenzione ai rospi.
    Infine un ulteriore intervento prevede il
    miglioramento della naturalità degli ambienti umidi, a
    favore del gambero di fiume ed il miglioramento
    della fruibilità nell’area del Parco Gola del
    Tinazzo.
    Gli interventi previsti hanno quindi lo scopo generale
    di ripristinare, sviluppare e consolidare corridoi
    ecologici terrestri e fluviali nell’area dell’Alto Sebino in
    grado di collegare i siti oggetto di intervento che
    diventeranno stepping stones, aree naturalistiche
    importanti per il mantenimento della
    biodiversità.
    Interventi nel Parco Gola del Tinazzo
    Tempi di realizzazione
    Rilievi intervento all’interno della gola: gen’17-mar’17
    Progettazione e Direzione Lavori: gen’17-dic’18
    Realizzazione interventi: gen’18-dic’18
    Responsabile: CMLB
    Esecutore: Società di progettazione; Impresa
    appaltatrice; personale non strutturato CMLB
    Costo totale: 62.390 €
    Descrizione
    L’azione ha il duplice scopo di migliorare la naturalità
    degli ambienti umidi presenti e la fruibilità dell’area
    del Parco Gola del Tinazzo.
    Rilievo interventi all’interno della Gola del Tinazzo
    Al fine di meglio definire le caratteristiche
    topografiche dell’area di interesse, si prevede di
    eseguire un rilievo topografico di dettaglio.
    Progettazione e DL all’interno dell’area del
    Parco Gola del Tinazzo
    Gli interventi sono stati ad oggi individuati ad un
    livello di Studio di fattibilità, di conseguenza prima
    della loro attuazione dovrà essere redatto un progetto
    definitivo-esecutivo. Saranno inoltre svolte le attività
    di DL e CS.
    Interventi per la fruizione
    Per incrementare la fruibilità e l’accessibilità nell’area
    della Gola del Tinazzo, è prevista la realizzazione di
    una scala interna alla gola, che funga da
    collegamento valle-monte.
    Pag 8
    “A STRAPIOMBO SUL BLU “
    A fine estate abbiamo partecipato alla manifestazione “A
    strapiombo sul blu” a seguire il testo della news-letter spedita a
    soci e sostenitori.
    In occasione della manifestazione “A strapiombo sul blu”,
    domenica 25 settembre 2016 la litoranea tra Castro e Riva di Solto
    diventerà pedonale dalle ore 9.30 alle ore 12.30 e dalle ore 13.30
    alle ore 18.30.
    L’evento concretizza un progetto condiviso dalle amministrazioni di
    Riva di Solto, Solto Collina, Castro. Prende finalmente forma il
    sogno di vivere diversamente il territorio, di poter
    guardare con un occhio diverso il paesaggio meraviglioso
    che accompagna questi paesi e la strada litoranea.
    Per il programma
    A Castro, in uno dei vecchi bunker risalenti alla 2^ guerra
    mondiale, ambientazione quanto mai suggestiva e a tema, il
    circolo Legambiente Alto Sebino nel contesto della
    manifestazione a Strapiombo sul blu, presenterà:
    a Strapiombo sulla forra del Tinazzo.
    Un percorso video fotografico in un territorio che dorme su millenni
    di battaglie infinite tra le forze dell’acqua e della roccia, modellato
    da glaciazioni ancestrali ed eroso dallo scorrere impetuoso del
    torrente Borlezza.
    Un portale in muratura con due pesanti porte in legno permette
    l’accesso al sentiero verso la gola del Tinazzo; attraverso il piccolo
    bosco, grazie al comodo sentiero, si giunge ad una parete rocciosa
    che sembra chiudere la via. In realtà avvicinandosi si scorge
    un’altissima fessura nella roccia; da qui nel corso dei millenni sono
    passati centinaia di milioni di metri cubi di sabbia e roccia trascinati
    fino al lago dalla forza impetuosa del torrente. Due enormi pareti
    alte più di 40 metri fanno da ali all’ingresso della gola che è
    visitabile in sicurezza per oltre cento metri per una larghezza
    variabile da 1 fino a 4 metri. Nelle stratificazioni rocciose ben visibili
    si legge lo scorrere del tempo.
    http://www.iseolake.info/it/eventi/Eventi/910-a-strapiombo-sulblu
    www.parcogoladeltinazzo.org
    AL VIA LA CAMPAGNA
    ADESIONI 2017

Se anche quest’anno vuoi unirti a noi per rendere
possibile la realizzazione delle nostre numerose
iniziative e dare il via ad un vero cambiamento, iscriviti
subito. Il tuo contributo renderà la nostra associazione
ancora più forte!
Sono aperte le adesioni per l’anno 2017. Puoi iscriverti
o rinnovare la tua tessera alla nostra sede
“Legambiente Alto Sebino” in via Rocca, 6 a Castro.
Di seguito le tariffe:
SOCIO JUNIOR fino a 14 anni (nati dal 2003 in poi)
€ 10
SOCIO GIOVANE dai 15 a 28 anni
(nati dal 1989 al 2002) € 15
SOCIO ORDINARIO
Con abbonamento “La Nuova Ecologia” € 30
Senza abbonamento € 20
SOCIO SCUOLA E FORMAZIONE
Con abbonamento “La Nuova Ecologia” € 30
Senza abbonamento € 20
SOCIO SOSTENITORE
Con abbonamento “La Nuova Ecologia” e
il volume “Ambiente Italia” € 80
Solo volume “Ambiente Italia” € 70
TESSERA COLLETTIVA
Con abbonamento “La Nuova Ecologia” € 50
Senza abbonamento € 40
Per maggiori informazioni si può consultare il sito
www.legambientealtosebino.org, scrivere a
tesseramento@legambientealtosebino.org
oppure chiamare il seguente numero 348 5411746.
Miglioramento della naturalità degli ambienti umidi
Per favorire le popolazioni di gambero di fiume e di salamandra pezzata, la cui presenza è stata rilevata all’interno
del Parco, è prevista la realizzazione di alcune pozze all’interno del bosco di forra: lo scopo è valorizzare l’ambiente,
creando nuovi habitat specifici per anfibi ed invertebrati. Le pozze rappresenteranno degli elementi fondamentali
per la ricolonizzazione degli ambienti limitrofi e dell’area vasta, nell’ottica di creazione e tutela di corridoi

SALUTO DEL PRESIDENTE
Prima di Christo, l’isola di San Paolo era stata aperta al pubblico una sola volta, a fine anni
sessanta. Per decenni la vita di questi luoghi è stata cadenzata dal ritmo pacato di chi non ha
inseguito la frenesia veloce delle cose che ha dato identità agli ultimi decenni del novecento.
Eccellenti le nicchie di crescita economica, i motoscafi della Riva, le reti da pesca di Montisola e
Sulzano e Sale Marasino, i segmenti marginali del turismo, gastronomia, week end, molti
campeggi, e perfino la fortunata invenzione del Franciacorta, noto in tutto il mondo della
viticoltura, ma mai una spinta di largo consumo, una occasione universale di forti investimenti e
adeguate promozioni. Il territorio, un tutt’uno dalla Franciacorta al lago, alla media Valle
Camonica, con le incisioni rupestri, è rimasto laterale, fuori moda e fuori rotta.
Poi, è arrivato Christo, celebrità riconosciuta dell’arte contemporanea, con una idea visionaria
quanto semplice in apparenza, costruire un ponte galleggiante, dalla terra ferma all’isola.
L’opera dall’alto appare una geometria improvvisa, una intrusione profonda, una scenografia
colossale a ridisegnare la baia verde dell’isola, ma anche un effetto abbagliante, una pura
attrazione da oggetto del desiderio.
Sono stati sedici giorni di euforia, è saltato ogni rapporto, tutto è stato fuori misura, una
sequenza cinematografica kolossal, una fantasia alimentata da comportamenti individuali
oscillanti dal disagio estremo alla felicità infantile. E sono stati migliaia, decine di migliaia i
selfie, le fotografie, i video che hanno invaso la rete. Poi il silenzio, il miraggio che scompare, il
lago restituito ora per ora alla sua pacifica essenza.
Che rimane? L’immagine certo di un evento irripetibile. E insieme due domande cui dare, con
il tempo necessario, le dovute risposte.
La prima è di tipo culturale. Quella avventura individuale e collettiva rappresenta
simbolicamente la faccia mediatica di un bisogno culturale che è autentico. Pochi forse, avranno
colto la misura dell’ambiente. Ma le foto di quel lungo nastro giallo srotolato dentro l’acqua a
ridisegnare l’orizzonte
v e r d e s o n o u n a
emozione che ha
catturato facilmente
l ‘ i m m a g i n a ri o d i
ciascuno.
La seconda domanda
riguarda il territorio.
La necessità di capire
se quell’evento è stato
utile a farne conoscere
in qualche modo le
qualità, i caratteri
intimi, specifici, unici,
o se il lago è stato
sempl i cemente i l
fondale di scena, lo
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strumento facile di una operazione d’arte volutamente transitoria, effimera, che ha utilizzato la bellezza dei
luoghi per enfatizzare la bellezza di un manufatto.
Così la pensa anche Vittorio Sgarbi
“Il territorio ha perso l’occasione di essere un ruolo reale, e non ideale, dove la passerella di Christo
stabilisse un collegamento con paesi, monumenti, chiese, siti archeologici, che meritavano dopo anni di
disinteresse ed oblio, di diventare mete di un percorso delle meraviglie. Nulla sulle rive del lago, nelle
province di Brescia e Bergamo, è meno importante dei reclamati progetti di Christo esposti al museo di S.
Giulia di Brescia.
L’attrazione della passerella, con la bella idea di camminare sull’acqua, non può che coinvolgere
emotivamente, ma il coinvolgimento emotivo non è sufficiente. Mi chiedo perché la regione e i comuni non
hanno predisposto visite organizzate con orari di apertura anche notturni per i luoghi che ho citato. Alle
autorità locali doveva stare a cuore animare e far rivivere paesi e monumenti, in una occasione così
vantaggiosa e non soltanto fine a se stessa, ma utile per rivelare meravigliosi tesori segreti, in questi giorni
e per l’avvenire”
Archiviamo un evento spettacolare che piaccia o no, ha portato una ventata di ottimismo sulle rive del lago
e lo ha fatto conoscere al mondo. Sfruttiamo il meraviglioso spot promozionale che l’evento ha prodotto.
Dobbiamo essere consapevoli che ci siamo trovati di fronte ad una meravigliosa opera ingegneristica che
nulla ha a che fare con l’arte e la cultura di cui questo territorio è particolarmente ricco. E’ fondamentale
individuare da subito in quale direzione andare, perché da qui deriverà una idea del futuro. Inseguire la
forza della immagine o conservare solo il riflesso di un successo per preservare le qualità di una magia e
rafforzare i valori di un ambiente che ha così forti radici territoriali e umane.
Massimo Rota
THE FLOATING PIERS
L’hanno scorso sul notiziario, avevo proposto una riflessione sul rapporto tra turismo e l’ambiente; un
connubio troppe volte contradditorio che
spesso e volentieri porta a prese di posizione
divergenti. La “Passerella di Christo”, ha messo
in evidenza, in modo chiaro e inequivocabile,
questa contrapposizione.
Il nostro territorio, per 16 giorni è stato al
centro dell’attenzione dei media di tutto il
mondo; la passerella di Christo è stata uno
degli eventi artistici mondiali più attesi del

  1. Fotografie, video, articoli sui più
    importanti quotidiani del mondo hanno fatto
    diventare l’evento un vero e proprio volano per
    la conoscenza del nostro territorio.
    E’ andato tutto bene?
    Per gli organizzatori e gli amministratori
    sicuramente si.
    Qualcuno però ha il coraggio di cantare fuori dal coro
    clicca
    The Floating Piers ha fatto si che l’industria turistica abbia vissuto una stagione da incorniciare, perché è
    evidente a tutti l’impatto positivo dal punto di vista economico. Ora è difficile però prevedere gli effetti e la
    ricaduta spalmati a lungo termine. La posta in gioco è alta; tutto quello che verrà a livello di strategie di
    http://www.dagospia.com/rubrica-31/arte/christo-non-ha-fatto-miracolo-sua-decantata-passerellalago-127327.htm
    Pag 2
    Pag 3
    un’occasione di cambiamento.
    Puntare sulla bellezza è un obiettivo imprescindibile
    e una chiave fondamentale per capire come il
    nostro Paese possa ritrovare le idee e la forza per
    guardare con ottimismo al futuro. “Questo paese
    non produce più nuova bellezza, se non per qualche
    oggetto isolato. Le periferie, il consumo di suolo,
    l’abusivismo, l’emarginazione dei giovani,
    l’individualismo esasperato, i tagli alla cultura e alla
    scuola sono tutti fenomeni che rubano bellezza al
    nostro paese. Proprio la bellezza, invece può essere
    la chiave per rivedere politiche che interessano
    fortemente il territorio e concorrono in maniera
    rilevante a definirne caratteri e qualità. E’
    necessario innescare nei territori processi di
    trasformazione che puntino a rendere più belle,
    moderne e vivibili le città italiane, a migliorare la
    qualità della convivenza, del benessere individuale
    e collettivo e a muovere la creatività. La sfida,
    insomma, è invertire la tendenza, promuovendo un
    modello di sviluppo alternativo a quello che ha
    distrutto la bellezza naturale senza produrne di
    nuova”.
    Tutela e riqualificazione del patrimonio
    paesaggistico
    Tutela del suolo e contenimento del consumo;
    Bellezza delle opere pubbliche e concorsi di
    progettazione; Rigenerazione urbana; Contributo
    per la tutela del suolo; Repressione dell’abusivismo
    edilizio e recupero ambientale delle aree, sono i
    temi che chi amministra deve inserire nelle proprie
    agende di lavoro.
    attenzione.
    A tal proposito, a seguire alcune considerazioni
    care alla nostra associazione sul concetto di
    territorio ed il suo utilizzo.
    La bellezza, il nostro futuro
    Bellezza è il nostro immenso patrimonio di arte e
    cultura incastonato in paesaggi mozzafiato.
    Bellezza è un ambiente sano e pulito. Bellezza è
    agire nell’interesse del bene comune. Vogliamo
    proteggere tutta la bellezza che vive e resiste nel
    nostro Paese. La bellezza è la principale
    caratteristica che il mondo riconosce all’Italia. La
    nostra dote, la nostra ricchezza. Individuarla,
    tutelarla, crearne di nuova è la chiave per
    immaginare un futuro oltre la crisi. Perchè questo
    diventi realtà è necessario non solo investire risorse
    per contrastare il degrado, l’abbandono, il consumo
    insensato del territorio: la vera sfida è ricostruire il
    concetto di bene comune, l ‘orgogl io
    dell’appartenenza e della partecipazione alla vita
    collettiva. c’è un’Italia del territorio, delle imprese,
    dell’associazionismo, della società civile che
    costruisce dal basso pezzi di cambiamento dando
    vita a esperienze di bellezza.
    La qualità è il fattore decisivo su cui costruire
    il nostro sviluppo
    La bellezza come tema portante di scelte concrete,
    la qualità come chiave di ogni trasformazione del
    territorio. E’ questo il filo conduttore del disegno di
    legge redatto da Legambiente: una proposta per
    fare della prossima legislatura finalmente
    ANGELMAN
    Legambiente Alto Sebino da quattro anni sposa la causa dell’associazione Angelman, una onlus locale che
    raccoglie fondi per sostenere la ricerca scientifica sulla sindrome di Angelman. Abbiamo scelto di legare la
    manifestazione estiva di Festambientelaghi a questa charity donando un’euro per ogni coperto. Grazie a
    questa iniziativa, nelle diverse edizioni, abbiamo raccolto una cospicua somma di denaro che ha contribuito
    a finanziare una borsa di studio di quattro anni per una giovane ricercatrice bergamasca al centro Erasmus
    MC di Rotterdam in Olanda.
    La Sindrome di Angelman è una grave malattia rara di origine genetica che colpisce un neonato ogni 12.000
    circa. I bambini che ne sono affetti non possono parlare, hanno gravi difficoltà motorie e cognitive e
    soffrono di epilessia. Hanno bisogno di assistenza per tutta la vita.
    Ad oggi non esiste una cura ma è in atto un grande impegno scientifico in Europa e negli Stati Uniti per
    trovarla.
    L’Associazione Angelman si impegna dal 2012 per finanziare la ricerca scientifica del professor Ype
    Elgersma al centro Erasmus di Rotterdam, considerata tra le più promettenti al mondo.
    Per maggiori informazioni: www.associazioneangelman.it – face: associazione Angelman
    Pag 4
    Festambientelaghi 2016
    Festambiente 2016 è stata una bella festa, faticosa però
    coronata da quel successo di pubblico che ci aspettavamo;
    peccato per la serataccia di sabato, il temporale ci ha
    veramente rovinato la serata. Una manifestazione di questo
    livello ha bisogno del lavoro di tante persone, ma soprattutto
    di gente che abbia voglia di fare squadra. E noi ancora una
    volta abbiamo dimostrato che siamo una grande squadra !
    Il menù come sempre è stato apprezzato e il nostro servizio
    ha stupito i nostri ospiti.
    E allora … bravi tutti !
  • Giusi che quest’anno ci ha fornito un sistema
    informatico, senza il minimo intoppo.
  • Dori per il grande lavoro svolto in cucina
  • Armida e Gina le nostre signore della polenta.
  • Stefania ed Elisa ai formaggi.
  • Dino l’artista della composizione della grigliata
    e la sua signora Eugenia alle insalate
    e non solo.
  • Simon e Antonio la bella coppia di forgisti !
  • Silvia tutto fare dalle cipollate alle caponate
    dal decoro dei piatti ai formaggi, per non
    parlare dei dolci.
  • Mila, Brunella, Sonia e Dario come sempre
    instancabili.
  • Andrea e Diego alle comande
  • Maurizio, Matteo, Natan, Nicola e Jimmi
    affidabili e instancabili gestori del bar
    del ristorante
  • Ivo, Federico, Marco e Fabio professori della
    raccolta differenziata
  • Dario, Bianca, Elena, Lucrezia, Ludovica e
    Lorenza i nostri valorosi addetti al
    servizio in sala.
  • Monica, Mara e Marzia le lavapiatti.
  • Massimo il guardiano notturno
  • Augusto l’addetto all’approvvigionamento degli
    alimenti
  • Il mitico Micotti alla raccolta differenziata
  • Roberta, Nicola, Luca, Domenico e tutta
    la squadra Angelman
  • Clara per la presenza costante alla bancarella
  • Vera che ha giocato con i bambini
  • Patty, Antonella e Bigio il loro Bar-H anche
    quest’anno si è fatto notare
    Un grazie ancora a tutti; siamo veramente una
    grande squadra.
    PROGRAMMI PER IL 2017

Ecco per grandi linee i progetti da sviluppare per il prossimo
anno:
1) Festambientelaghi
2) Lavori di ristrutturazione della casetta del parco
3) La promozione del nostro parco,
4) L’educazione ambientale nelle scuole.
Progetti che ci impegneranno per tutto il 2017, che
richiederanno un grande impegno da parte di tutti, ma da
cui ci aspettiamo tante soddisfazioni.
GOLETTA DEI LAGHI

Anche quest’anno Goletta dei laghi, giunta alla sua 11
edizione, ha fatto tappa sul Sebino ospite di
Festambientelaghi 2016. La campagna di Legambiente,
che monitora la qualità delle acque, degli ecosistemi e dei
territori lacustri italiani, ha evidenziato, ancora una volta, la
non buona qualità delle acque del nostro lago.
Tutti i punti indagati risultano inquinati o
fortemente inquinati
Il Lago d’Iseo anche quest’anno mostra diverse criticità per
quanto riguarda gli scarichi non depurati che finiscono
nelle acque lacustri. Degli 8 punti monitorati dalla Goletta
dei laghi di Legambiente 3 sono risultati inquinati e 5
fortemente inquinati.
Corriere della Sera:
http://brescia.corriere.it/notizie/cronaca/16_giugno_30/l
egambiente-boccia-lago-iseo-inquinato-tutti-puntimonitorati-2f35cd60-3ed8-11e6-8ec2-
e2fce013ce00.shtml
Il Giorno: http://www.ecodibergamo.it/stories/bergamocitta/la-goletta-dei-laghi-boccia-il-sebinoinquinati-tutti-ipunti-monitorati-vide_1190327_11/
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Lavori di recupero
alla casetta del parco

Proseguono i lavori per il recupero del manufatto dell’ex
acquedotto che diventerà la nostra sede e il luogo per
l’accoglienza dei visitatori del parco. Crediamo che le
fotografie più delle parole diano l’idea di quanto è stato
fatto. Ancora molto c’è da fare e ce la faremo!
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(A cura di Fabio Oscar)
A compimento del percorso di studi presso la facoltà
di Scienze Agrarie e Alimentari dell’Università degli
Studi di Milano ho avuto il piacere di strutturare la tesi
di laurea lavorando sul territorio in cui risiedo, più
nello specifico Castro.L’elaborato finale ha come
titolo “Parco Gola del Tinazzo (Lago d’Iseo): aspetti
ambientali e gestionali”.
Il lavoro ha avuto come obiettivo lo studio ambientale
del Parco in tutti i suoi aspetti (cenni storici, flora e
vegetazione, fauna, acque sorgive, clima, bioclima,
geologia, geomorfologia, idrologia, aspetti fruitivi) ai
fini di redigere linee-guida contenenti indicazioni per
interventi migliorativi dell’area e sue prospettive
future per una corretta gestione, conservazione e
valorizzazione.
Dopo aver inquadrato l’area di studio nel contesto
dell’Alto Sebino, il territorio del Parco è stato
suddiviso in due zone, in base al regolamento
recentemente approvato: l’area A (7.634 m2)
comprende la forra fossile del torrente BorlezzaTinazzo, un ruscello sorgivo ed un bosco umido, l’area
B è invece caratterizzata dalla presenza di balze
terrazzate a prato ed orli boschivi (12.765 m2) ed una
parte del crinale di San Lorenzo (14.339 m2), con
bosco, una tipica gariga montana e praterie di
versante.
Dal punto di vista geologico le rocce del Parco
appartengono quasi interamente alla Formazione di
Castro (Carnico superiore – 220 milioni di anni fa). La
gola, profondamente incisa dallo scorrere impetuoso
delle acque, è caratterizzata da pareti alte 40 m,
mentre l’alveo originale si stima possa trovarsi ad
altrettanti metri sotto l’attuale livello del terreno.
Nel Parco sono presenti alcune sorgenti, che vanno a
costituire un rivo: le analisi delle acque mostrano
come queste risultino limpide e pulite: conducibilità
nella norma, pH leggermente alcalino, acque dure,
cloruri quasi assenti e solfati piuttosto elevati. Nel
ruscello prolifica l’Austropotamobius pallipes
(gambero di fiume), specie protetta a livello europeo
dalla direttiva Habitat 92/43/CEE. Di notevole
interesse è il ritrovamento all’interno di una piccola
grotta di un mollusco gasteropode polmonato
(altezza media 1-2 mm) appartenente al genere
Zospeum, finora mai rinvenuto ad occidente del Lago
d’Iseo!
Dal punto di vista floristico, nel Parco sono state
riscontrate 298 entità differenti (78 Famiglie), sulle
quali sono stati effettuati studi riguardanti lo spettro
biologico e lo spettro corologico, oltre
all’ecogramma relativamente ad alcuni fattori
ecologici.
Da un’attenta analisi degli aspetti fruitivi del
Parco e dalle risposte di visitatori e docenti di
scolaresche ai questionari di valutazione
online appositamente predisposti è stata poi
proposta l’analisi SWOT del Parco Gola del
Tinazzo (ovvero punti di forza, punti di
debolezza, opportunità e minacce).
La tesi si conclude con un suggerimento su
alcuni interventi migliorativi da attuare.
L’augurio è che il lavoro possa contribuire a far
conoscere maggiormente questo prezioso
spazio naturalistico e a renderlo sempre più
accogliente per i visitatori.
Des idero ri volgere un parti colare
ringraziamento a Massimo Rota, presidente
del circolo Legambiente Alto Sebino, per
avermi suggerito ed invitato a realizzare
questa tesi e per la sua presenza in un
continuo confronto e scambio di informazioni
sul lavoro.
Grazie anche alla prof.ssa Ilda Vagge (docente
Unimi e relatrice della tesi), al dott. Aldo
Avogadri (conservatore del Museo Civico di
Scienze Naturali di Lovere) e ad Enrico Pezzoli
(malacologo) per il supporto ed i suggerimenti
offertimi.
Tesi di Laurea «PARCO GOLA DEL TINAZZO»
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PROGETTO CARIPLO
L’ente capofila, promotore del Progetto “Miglioramento
della connettività ecologica fluviale e terrestre nell’Alto
Sebino e nella Val Cavallina”, rappresentato dalla
Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi (CMLB) si
contraddistingue per il grande impegno profuso
nell’ultimo decennio, nella tutela dell’ambiente
naturale, nello sviluppo turistico sostenibile e nella
promozione ecosostenibile del territorio del Sebino e
delle sue peculiarità.
Testimonianza di tale evidenza sono le attività svolte
nell’ambito di progetti cofinanziati da Fondazione
Cariplo in diversi bandi dell’area “Ambiente”:

  • Tutelare la qualità delle acque:
  • “Coordinarsi per agire insieme sulle acque del Sebino.
    Definizione di accordi e strumenti per
    prepararsi al Contratto di lago” – bando Cariplo anno
    2005;
  • “Realizzazione di interventi condivisi finalizzati al
    miglioramento delle condizioni ecologiche, dello stato
    qualitativo e alla rinaturazione del lago d’Iseo” – bando
    Cariplo anno 2008;
  • “Interventi di riqualifica dell’ecosistema acquatico
    lacustre e degli ambienti naturali del lago d’Iseo ed
    interventi di miglioramento delle condizioni biologiche
    ed ecologiche del lago d’Endine, nonché miglioramento
    naturalistico e di qualità delle acque del lago Moro” –
    bando Cariplo 2010;
  • Tutelare e Valorizzare la Biodiversità nel 2011,
    “Tra Lago e Lago – Un collegamento ambientale tra le
    aree ad
    alta naturalità della Comunità Montana dei Laghi
    Bergamaschi”;
  • Tutelare e valorizzare la biodiversità nei siti
    della Rete Natura 2000 nel 2007, “Riserva Naturale
    Valle del Freddo: serbatoio di biodiversità”.
    Nell’ambito del bando 2014, Fondazione Cariplo ha
    approvato il cofinanziamento del progetto “Facciamo
    rete nell’area dell’Alto Sebino. Connettere per
    conoscere e fruire il nostro territorio”, dove sono stati
    identificati gli interventi di primaria importanza da
    realizzarsi quanto prima sul territorio dell’Alto Sebino,
    attualmente in corso.
    Inoltre nell’ambito del bando Cariplo 2015
    Connessione ecologica è stato presentato il progetto
    “Conservazione degli elementi di unicità della Valle del
    Freddo e valorizzazione del corridoio ecologico del T.
    Oneto”, che prevedeva la realizzazione di significativi
    interventi a scala locale finalizzati al rafforzamento
    della matrice ambientale e delle caratteristiche
    strutturali della rete ecologica. L’esito della richiesta è
    stato negativo in quanto non completamente coerente
    con gli indirizzi di connessione ecologica a vasta scala
    delle azioni proposte.
    Il presente progetto ha ripreso gli interventi previsti dal
    progetto del 2015, introducendo nuove azioni volte alla
    realizzazione di corridoi ecologici sia di tipo fluviale che
    terrestre su vasta scala coerentemente all’assetto
    definito dalla RER, nell’area dell’Alto Sebino,
    interessando i laghi d’Endine e Gaiano ed il T.
    Borlezza.
    Tali interventi riguardano il miglioramento del
    corridoio fluviale del T. Borlezza, la creazione di un
    ponte ecologico terrestre lungo la SS42; la
    realizzazione di interventi di sistemazione fluviale
    nell’area umida localizzata in prossimità
    dell’incubatoio di Endine, oltre che il miglioramento
    delle condizioni trofiche dei Laghi di Endine e Gaiano e
    la creazione di habitat per la fauna anfibia, con
    particolare attenzione ai rospi.
    Infine un ulteriore intervento prevede il
    miglioramento della naturalità degli ambienti umidi, a
    favore del gambero di fiume ed il miglioramento
    della fruibilità nell’area del Parco Gola del
    Tinazzo.
    Gli interventi previsti hanno quindi lo scopo generale
    di ripristinare, sviluppare e consolidare corridoi
    ecologici terrestri e fluviali nell’area dell’Alto Sebino in
    grado di collegare i siti oggetto di intervento che
    diventeranno stepping stones, aree naturalistiche
    importanti per il mantenimento della
    biodiversità.
    Interventi nel Parco Gola del Tinazzo
    Tempi di realizzazione
    Rilievi intervento all’interno della gola: gen’17-mar’17
    Progettazione e Direzione Lavori: gen’17-dic’18
    Realizzazione interventi: gen’18-dic’18
    Responsabile: CMLB
    Esecutore: Società di progettazione; Impresa
    appaltatrice; personale non strutturato CMLB
    Costo totale: 62.390 €
    Descrizione
    L’azione ha il duplice scopo di migliorare la naturalità
    degli ambienti umidi presenti e la fruibilità dell’area
    del Parco Gola del Tinazzo.
    Rilievo interventi all’interno della Gola del Tinazzo
    Al fine di meglio definire le caratteristiche
    topografiche dell’area di interesse, si prevede di
    eseguire un rilievo topografico di dettaglio.
    Progettazione e DL all’interno dell’area del
    Parco Gola del Tinazzo
    Gli interventi sono stati ad oggi individuati ad un
    livello di Studio di fattibilità, di conseguenza prima
    della loro attuazione dovrà essere redatto un progetto
    definitivo-esecutivo. Saranno inoltre svolte le attività
    di DL e CS.
    Interventi per la fruizione
    Per incrementare la fruibilità e l’accessibilità nell’area
    della Gola del Tinazzo, è prevista la realizzazione di
    una scala interna alla gola, che funga da
    collegamento valle-monte.
    Pag 8
    “A STRAPIOMBO SUL BLU “
    A fine estate abbiamo partecipato alla manifestazione “A
    strapiombo sul blu” a seguire il testo della news-letter spedita a
    soci e sostenitori.
    In occasione della manifestazione “A strapiombo sul blu”,
    domenica 25 settembre 2016 la litoranea tra Castro e Riva di Solto
    diventerà pedonale dalle ore 9.30 alle ore 12.30 e dalle ore 13.30
    alle ore 18.30.
    L’evento concretizza un progetto condiviso dalle amministrazioni di
    Riva di Solto, Solto Collina, Castro. Prende finalmente forma il
    sogno di vivere diversamente il territorio, di poter
    guardare con un occhio diverso il paesaggio meraviglioso
    che accompagna questi paesi e la strada litoranea.
    Per il programma
    A Castro, in uno dei vecchi bunker risalenti alla 2^ guerra
    mondiale, ambientazione quanto mai suggestiva e a tema, il
    circolo Legambiente Alto Sebino nel contesto della
    manifestazione a Strapiombo sul blu, presenterà:
    a Strapiombo sulla forra del Tinazzo.
    Un percorso video fotografico in un territorio che dorme su millenni
    di battaglie infinite tra le forze dell’acqua e della roccia, modellato
    da glaciazioni ancestrali ed eroso dallo scorrere impetuoso del
    torrente Borlezza.
    Un portale in muratura con due pesanti porte in legno permette
    l’accesso al sentiero verso la gola del Tinazzo; attraverso il piccolo
    bosco, grazie al comodo sentiero, si giunge ad una parete rocciosa
    che sembra chiudere la via. In realtà avvicinandosi si scorge
    un’altissima fessura nella roccia; da qui nel corso dei millenni sono
    passati centinaia di milioni di metri cubi di sabbia e roccia trascinati
    fino al lago dalla forza impetuosa del torrente. Due enormi pareti
    alte più di 40 metri fanno da ali all’ingresso della gola che è
    visitabile in sicurezza per oltre cento metri per una larghezza
    variabile da 1 fino a 4 metri. Nelle stratificazioni rocciose ben visibili
    si legge lo scorrere del tempo.
    http://www.iseolake.info/it/eventi/Eventi/910-a-strapiombo-sulblu
    www.parcogoladeltinazzo.org
    AL VIA LA CAMPAGNA
    ADESIONI 2017

Se anche quest’anno vuoi unirti a noi per rendere
possibile la realizzazione delle nostre numerose
iniziative e dare il via ad un vero cambiamento, iscriviti
subito. Il tuo contributo renderà la nostra associazione
ancora più forte!
Sono aperte le adesioni per l’anno 2017. Puoi iscriverti
o rinnovare la tua tessera alla nostra sede
“Legambiente Alto Sebino” in via Rocca, 6 a Castro.
Di seguito le tariffe:
SOCIO JUNIOR fino a 14 anni (nati dal 2003 in poi)
€ 10
SOCIO GIOVANE dai 15 a 28 anni
(nati dal 1989 al 2002) € 15
SOCIO ORDINARIO
Con abbonamento “La Nuova Ecologia” € 30
Senza abbonamento € 20
SOCIO SCUOLA E FORMAZIONE
Con abbonamento “La Nuova Ecologia” € 30
Senza abbonamento € 20
SOCIO SOSTENITORE
Con abbonamento “La Nuova Ecologia” e
il volume “Ambiente Italia” € 80
Solo volume “Ambiente Italia” € 70
TESSERA COLLETTIVA
Con abbonamento “La Nuova Ecologia” € 50
Senza abbonamento € 40
Per maggiori informazioni si può consultare il sito
www.legambientealtosebino.org, scrivere a
tesseramento@legambientealtosebino.org
oppure chiamare il seguente numero 348 5411746.
Miglioramento della naturalità degli ambienti umidi
Per favorire le popolazioni di gambero di fiume e di salamandra pezzata, la cui presenza è stata rilevata all’interno
del Parco, è prevista la realizzazione di alcune pozze all’interno del bosco di forra: lo scopo è valorizzare l’ambiente,
creando nuovi habitat specifici per anfibi ed invertebrati. Le pozze rappresenteranno degli elementi fondamentali
per la ricolonizzazione degli ambienti limitrofi e dell’area vasta, nell’ottica di creazione e tutela di corridoi

SALUTO DEL PRESIDENTE
Prima di Christo, l’isola di San Paolo era stata aperta al pubblico una sola volta, a fine anni
sessanta. Per decenni la vita di questi luoghi è stata cadenzata dal ritmo pacato di chi non ha
inseguito la frenesia veloce delle cose che ha dato identità agli ultimi decenni del novecento.
Eccellenti le nicchie di crescita economica, i motoscafi della Riva, le reti da pesca di Montisola e
Sulzano e Sale Marasino, i segmenti marginali del turismo, gastronomia, week end, molti
campeggi, e perfino la fortunata invenzione del Franciacorta, noto in tutto il mondo della
viticoltura, ma mai una spinta di largo consumo, una occasione universale di forti investimenti e
adeguate promozioni. Il territorio, un tutt’uno dalla Franciacorta al lago, alla media Valle
Camonica, con le incisioni rupestri, è rimasto laterale, fuori moda e fuori rotta.
Poi, è arrivato Christo, celebrità riconosciuta dell’arte contemporanea, con una idea visionaria
quanto semplice in apparenza, costruire un ponte galleggiante, dalla terra ferma all’isola.
L’opera dall’alto appare una geometria improvvisa, una intrusione profonda, una scenografia
colossale a ridisegnare la baia verde dell’isola, ma anche un effetto abbagliante, una pura
attrazione da oggetto del desiderio.
Sono stati sedici giorni di euforia, è saltato ogni rapporto, tutto è stato fuori misura, una
sequenza cinematografica kolossal, una fantasia alimentata da comportamenti individuali
oscillanti dal disagio estremo alla felicità infantile. E sono stati migliaia, decine di migliaia i
selfie, le fotografie, i video che hanno invaso la rete. Poi il silenzio, il miraggio che scompare, il
lago restituito ora per ora alla sua pacifica essenza.
Che rimane? L’immagine certo di un evento irripetibile. E insieme due domande cui dare, con
il tempo necessario, le dovute risposte.
La prima è di tipo culturale. Quella avventura individuale e collettiva rappresenta
simbolicamente la faccia mediatica di un bisogno culturale che è autentico. Pochi forse, avranno
colto la misura dell’ambiente. Ma le foto di quel lungo nastro giallo srotolato dentro l’acqua a
ridisegnare l’orizzonte
v e r d e s o n o u n a
emozione che ha
catturato facilmente
l ‘ i m m a g i n a ri o d i
ciascuno.
La seconda domanda
riguarda il territorio.
La necessità di capire
se quell’evento è stato
utile a farne conoscere
in qualche modo le
qualità, i caratteri
intimi, specifici, unici,
o se il lago è stato
sempl i cemente i l
fondale di scena, lo
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strumento facile di una operazione d’arte volutamente transitoria, effimera, che ha utilizzato la bellezza dei
luoghi per enfatizzare la bellezza di un manufatto.
Così la pensa anche Vittorio Sgarbi
“Il territorio ha perso l’occasione di essere un ruolo reale, e non ideale, dove la passerella di Christo
stabilisse un collegamento con paesi, monumenti, chiese, siti archeologici, che meritavano dopo anni di
disinteresse ed oblio, di diventare mete di un percorso delle meraviglie. Nulla sulle rive del lago, nelle
province di Brescia e Bergamo, è meno importante dei reclamati progetti di Christo esposti al museo di S.
Giulia di Brescia.
L’attrazione della passerella, con la bella idea di camminare sull’acqua, non può che coinvolgere
emotivamente, ma il coinvolgimento emotivo non è sufficiente. Mi chiedo perché la regione e i comuni non
hanno predisposto visite organizzate con orari di apertura anche notturni per i luoghi che ho citato. Alle
autorità locali doveva stare a cuore animare e far rivivere paesi e monumenti, in una occasione così
vantaggiosa e non soltanto fine a se stessa, ma utile per rivelare meravigliosi tesori segreti, in questi giorni
e per l’avvenire”
Archiviamo un evento spettacolare che piaccia o no, ha portato una ventata di ottimismo sulle rive del lago
e lo ha fatto conoscere al mondo. Sfruttiamo il meraviglioso spot promozionale che l’evento ha prodotto.
Dobbiamo essere consapevoli che ci siamo trovati di fronte ad una meravigliosa opera ingegneristica che
nulla ha a che fare con l’arte e la cultura di cui questo territorio è particolarmente ricco. E’ fondamentale
individuare da subito in quale direzione andare, perché da qui deriverà una idea del futuro. Inseguire la
forza della immagine o conservare solo il riflesso di un successo per preservare le qualità di una magia e
rafforzare i valori di un ambiente che ha così forti radici territoriali e umane.
Massimo Rota
THE FLOATING PIERS
L’hanno scorso sul notiziario, avevo proposto una riflessione sul rapporto tra turismo e l’ambiente; un
connubio troppe volte contradditorio che
spesso e volentieri porta a prese di posizione
divergenti. La “Passerella di Christo”, ha messo
in evidenza, in modo chiaro e inequivocabile,
questa contrapposizione.
Il nostro territorio, per 16 giorni è stato al
centro dell’attenzione dei media di tutto il
mondo; la passerella di Christo è stata uno
degli eventi artistici mondiali più attesi del

  1. Fotografie, video, articoli sui più
    importanti quotidiani del mondo hanno fatto
    diventare l’evento un vero e proprio volano per
    la conoscenza del nostro territorio.
    E’ andato tutto bene?
    Per gli organizzatori e gli amministratori
    sicuramente si.
    Qualcuno però ha il coraggio di cantare fuori dal coro
    clicca
    The Floating Piers ha fatto si che l’industria turistica abbia vissuto una stagione da incorniciare, perché è
    evidente a tutti l’impatto positivo dal punto di vista economico. Ora è difficile però prevedere gli effetti e la
    ricaduta spalmati a lungo termine. La posta in gioco è alta; tutto quello che verrà a livello di strategie di
    http://www.dagospia.com/rubrica-31/arte/christo-non-ha-fatto-miracolo-sua-decantata-passerellalago-127327.htm
    Pag 2
    Pag 3
    un’occasione di cambiamento.
    Puntare sulla bellezza è un obiettivo imprescindibile
    e una chiave fondamentale per capire come il
    nostro Paese possa ritrovare le idee e la forza per
    guardare con ottimismo al futuro. “Questo paese
    non produce più nuova bellezza, se non per qualche
    oggetto isolato. Le periferie, il consumo di suolo,
    l’abusivismo, l’emarginazione dei giovani,
    l’individualismo esasperato, i tagli alla cultura e alla
    scuola sono tutti fenomeni che rubano bellezza al
    nostro paese. Proprio la bellezza, invece può essere
    la chiave per rivedere politiche che interessano
    fortemente il territorio e concorrono in maniera
    rilevante a definirne caratteri e qualità. E’
    necessario innescare nei territori processi di
    trasformazione che puntino a rendere più belle,
    moderne e vivibili le città italiane, a migliorare la
    qualità della convivenza, del benessere individuale
    e collettivo e a muovere la creatività. La sfida,
    insomma, è invertire la tendenza, promuovendo un
    modello di sviluppo alternativo a quello che ha
    distrutto la bellezza naturale senza produrne di
    nuova”.
    Tutela e riqualificazione del patrimonio
    paesaggistico
    Tutela del suolo e contenimento del consumo;
    Bellezza delle opere pubbliche e concorsi di
    progettazione; Rigenerazione urbana; Contributo
    per la tutela del suolo; Repressione dell’abusivismo
    edilizio e recupero ambientale delle aree, sono i
    temi che chi amministra deve inserire nelle proprie
    agende di lavoro.
    attenzione.
    A tal proposito, a seguire alcune considerazioni
    care alla nostra associazione sul concetto di
    territorio ed il suo utilizzo.
    La bellezza, il nostro futuro
    Bellezza è il nostro immenso patrimonio di arte e
    cultura incastonato in paesaggi mozzafiato.
    Bellezza è un ambiente sano e pulito. Bellezza è
    agire nell’interesse del bene comune. Vogliamo
    proteggere tutta la bellezza che vive e resiste nel
    nostro Paese. La bellezza è la principale
    caratteristica che il mondo riconosce all’Italia. La
    nostra dote, la nostra ricchezza. Individuarla,
    tutelarla, crearne di nuova è la chiave per
    immaginare un futuro oltre la crisi. Perchè questo
    diventi realtà è necessario non solo investire risorse
    per contrastare il degrado, l’abbandono, il consumo
    insensato del territorio: la vera sfida è ricostruire il
    concetto di bene comune, l ‘orgogl io
    dell’appartenenza e della partecipazione alla vita
    collettiva. c’è un’Italia del territorio, delle imprese,
    dell’associazionismo, della società civile che
    costruisce dal basso pezzi di cambiamento dando
    vita a esperienze di bellezza.
    La qualità è il fattore decisivo su cui costruire
    il nostro sviluppo
    La bellezza come tema portante di scelte concrete,
    la qualità come chiave di ogni trasformazione del
    territorio. E’ questo il filo conduttore del disegno di
    legge redatto da Legambiente: una proposta per
    fare della prossima legislatura finalmente
    ANGELMAN
    Legambiente Alto Sebino da quattro anni sposa la causa dell’associazione Angelman, una onlus locale che
    raccoglie fondi per sostenere la ricerca scientifica sulla sindrome di Angelman. Abbiamo scelto di legare la
    manifestazione estiva di Festambientelaghi a questa charity donando un’euro per ogni coperto. Grazie a
    questa iniziativa, nelle diverse edizioni, abbiamo raccolto una cospicua somma di denaro che ha contribuito
    a finanziare una borsa di studio di quattro anni per una giovane ricercatrice bergamasca al centro Erasmus
    MC di Rotterdam in Olanda.
    La Sindrome di Angelman è una grave malattia rara di origine genetica che colpisce un neonato ogni 12.000
    circa. I bambini che ne sono affetti non possono parlare, hanno gravi difficoltà motorie e cognitive e
    soffrono di epilessia. Hanno bisogno di assistenza per tutta la vita.
    Ad oggi non esiste una cura ma è in atto un grande impegno scientifico in Europa e negli Stati Uniti per
    trovarla.
    L’Associazione Angelman si impegna dal 2012 per finanziare la ricerca scientifica del professor Ype
    Elgersma al centro Erasmus di Rotterdam, considerata tra le più promettenti al mondo.
    Per maggiori informazioni: www.associazioneangelman.it – face: associazione Angelman
    Pag 4
    Festambientelaghi 2016
    Festambiente 2016 è stata una bella festa, faticosa però
    coronata da quel successo di pubblico che ci aspettavamo;
    peccato per la serataccia di sabato, il temporale ci ha
    veramente rovinato la serata. Una manifestazione di questo
    livello ha bisogno del lavoro di tante persone, ma soprattutto
    di gente che abbia voglia di fare squadra. E noi ancora una
    volta abbiamo dimostrato che siamo una grande squadra !
    Il menù come sempre è stato apprezzato e il nostro servizio
    ha stupito i nostri ospiti.
    E allora … bravi tutti !
  • Giusi che quest’anno ci ha fornito un sistema
    informatico, senza il minimo intoppo.
  • Dori per il grande lavoro svolto in cucina
  • Armida e Gina le nostre signore della polenta.
  • Stefania ed Elisa ai formaggi.
  • Dino l’artista della composizione della grigliata
    e la sua signora Eugenia alle insalate
    e non solo.
  • Simon e Antonio la bella coppia di forgisti !
  • Silvia tutto fare dalle cipollate alle caponate
    dal decoro dei piatti ai formaggi, per non
    parlare dei dolci.
  • Mila, Brunella, Sonia e Dario come sempre
    instancabili.
  • Andrea e Diego alle comande
  • Maurizio, Matteo, Natan, Nicola e Jimmi
    affidabili e instancabili gestori del bar
    del ristorante
  • Ivo, Federico, Marco e Fabio professori della
    raccolta differenziata
  • Dario, Bianca, Elena, Lucrezia, Ludovica e
    Lorenza i nostri valorosi addetti al
    servizio in sala.
  • Monica, Mara e Marzia le lavapiatti.
  • Massimo il guardiano notturno
  • Augusto l’addetto all’approvvigionamento degli
    alimenti
  • Il mitico Micotti alla raccolta differenziata
  • Roberta, Nicola, Luca, Domenico e tutta
    la squadra Angelman
  • Clara per la presenza costante alla bancarella
  • Vera che ha giocato con i bambini
  • Patty, Antonella e Bigio il loro Bar-H anche
    quest’anno si è fatto notare
    Un grazie ancora a tutti; siamo veramente una
    grande squadra.
    PROGRAMMI PER IL 2017

Ecco per grandi linee i progetti da sviluppare per il prossimo
anno:
1) Festambientelaghi
2) Lavori di ristrutturazione della casetta del parco
3) La promozione del nostro parco,
4) L’educazione ambientale nelle scuole.
Progetti che ci impegneranno per tutto il 2017, che
richiederanno un grande impegno da parte di tutti, ma da
cui ci aspettiamo tante soddisfazioni.
GOLETTA DEI LAGHI

Anche quest’anno Goletta dei laghi, giunta alla sua 11
edizione, ha fatto tappa sul Sebino ospite di
Festambientelaghi 2016. La campagna di Legambiente,
che monitora la qualità delle acque, degli ecosistemi e dei
territori lacustri italiani, ha evidenziato, ancora una volta, la
non buona qualità delle acque del nostro lago.
Tutti i punti indagati risultano inquinati o
fortemente inquinati
Il Lago d’Iseo anche quest’anno mostra diverse criticità per
quanto riguarda gli scarichi non depurati che finiscono
nelle acque lacustri. Degli 8 punti monitorati dalla Goletta
dei laghi di Legambiente 3 sono risultati inquinati e 5
fortemente inquinati.
Corriere della Sera:
http://brescia.corriere.it/notizie/cronaca/16_giugno_30/l
egambiente-boccia-lago-iseo-inquinato-tutti-puntimonitorati-2f35cd60-3ed8-11e6-8ec2-
e2fce013ce00.shtml
Il Giorno: http://www.ecodibergamo.it/stories/bergamocitta/la-goletta-dei-laghi-boccia-il-sebinoinquinati-tutti-ipunti-monitorati-vide_1190327_11/
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Lavori di recupero
alla casetta del parco

Proseguono i lavori per il recupero del manufatto dell’ex
acquedotto che diventerà la nostra sede e il luogo per
l’accoglienza dei visitatori del parco. Crediamo che le
fotografie più delle parole diano l’idea di quanto è stato
fatto. Ancora molto c’è da fare e ce la faremo!
Pag 6
(A cura di Fabio Oscar)
A compimento del percorso di studi presso la facoltà
di Scienze Agrarie e Alimentari dell’Università degli
Studi di Milano ho avuto il piacere di strutturare la tesi
di laurea lavorando sul territorio in cui risiedo, più
nello specifico Castro.L’elaborato finale ha come
titolo “Parco Gola del Tinazzo (Lago d’Iseo): aspetti
ambientali e gestionali”.
Il lavoro ha avuto come obiettivo lo studio ambientale
del Parco in tutti i suoi aspetti (cenni storici, flora e
vegetazione, fauna, acque sorgive, clima, bioclima,
geologia, geomorfologia, idrologia, aspetti fruitivi) ai
fini di redigere linee-guida contenenti indicazioni per
interventi migliorativi dell’area e sue prospettive
future per una corretta gestione, conservazione e
valorizzazione.
Dopo aver inquadrato l’area di studio nel contesto
dell’Alto Sebino, il territorio del Parco è stato
suddiviso in due zone, in base al regolamento
recentemente approvato: l’area A (7.634 m2)
comprende la forra fossile del torrente BorlezzaTinazzo, un ruscello sorgivo ed un bosco umido, l’area
B è invece caratterizzata dalla presenza di balze
terrazzate a prato ed orli boschivi (12.765 m2) ed una
parte del crinale di San Lorenzo (14.339 m2), con
bosco, una tipica gariga montana e praterie di
versante.
Dal punto di vista geologico le rocce del Parco
appartengono quasi interamente alla Formazione di
Castro (Carnico superiore – 220 milioni di anni fa). La
gola, profondamente incisa dallo scorrere impetuoso
delle acque, è caratterizzata da pareti alte 40 m,
mentre l’alveo originale si stima possa trovarsi ad
altrettanti metri sotto l’attuale livello del terreno.
Nel Parco sono presenti alcune sorgenti, che vanno a
costituire un rivo: le analisi delle acque mostrano
come queste risultino limpide e pulite: conducibilità
nella norma, pH leggermente alcalino, acque dure,
cloruri quasi assenti e solfati piuttosto elevati. Nel
ruscello prolifica l’Austropotamobius pallipes
(gambero di fiume), specie protetta a livello europeo
dalla direttiva Habitat 92/43/CEE. Di notevole
interesse è il ritrovamento all’interno di una piccola
grotta di un mollusco gasteropode polmonato
(altezza media 1-2 mm) appartenente al genere
Zospeum, finora mai rinvenuto ad occidente del Lago
d’Iseo!
Dal punto di vista floristico, nel Parco sono state
riscontrate 298 entità differenti (78 Famiglie), sulle
quali sono stati effettuati studi riguardanti lo spettro
biologico e lo spettro corologico, oltre
all’ecogramma relativamente ad alcuni fattori
ecologici.
Da un’attenta analisi degli aspetti fruitivi del
Parco e dalle risposte di visitatori e docenti di
scolaresche ai questionari di valutazione
online appositamente predisposti è stata poi
proposta l’analisi SWOT del Parco Gola del
Tinazzo (ovvero punti di forza, punti di
debolezza, opportunità e minacce).
La tesi si conclude con un suggerimento su
alcuni interventi migliorativi da attuare.
L’augurio è che il lavoro possa contribuire a far
conoscere maggiormente questo prezioso
spazio naturalistico e a renderlo sempre più
accogliente per i visitatori.
Des idero ri volgere un parti colare
ringraziamento a Massimo Rota, presidente
del circolo Legambiente Alto Sebino, per
avermi suggerito ed invitato a realizzare
questa tesi e per la sua presenza in un
continuo confronto e scambio di informazioni
sul lavoro.
Grazie anche alla prof.ssa Ilda Vagge (docente
Unimi e relatrice della tesi), al dott. Aldo
Avogadri (conservatore del Museo Civico di
Scienze Naturali di Lovere) e ad Enrico Pezzoli
(malacologo) per il supporto ed i suggerimenti
offertimi.
Tesi di Laurea «PARCO GOLA DEL TINAZZO»
Pag 7
PROGETTO CARIPLO
L’ente capofila, promotore del Progetto “Miglioramento
della connettività ecologica fluviale e terrestre nell’Alto
Sebino e nella Val Cavallina”, rappresentato dalla
Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi (CMLB) si
contraddistingue per il grande impegno profuso
nell’ultimo decennio, nella tutela dell’ambiente
naturale, nello sviluppo turistico sostenibile e nella
promozione ecosostenibile del territorio del Sebino e
delle sue peculiarità.
Testimonianza di tale evidenza sono le attività svolte
nell’ambito di progetti cofinanziati da Fondazione
Cariplo in diversi bandi dell’area “Ambiente”:

  • Tutelare la qualità delle acque:
  • “Coordinarsi per agire insieme sulle acque del Sebino.
    Definizione di accordi e strumenti per
    prepararsi al Contratto di lago” – bando Cariplo anno
    2005;
  • “Realizzazione di interventi condivisi finalizzati al
    miglioramento delle condizioni ecologiche, dello stato
    qualitativo e alla rinaturazione del lago d’Iseo” – bando
    Cariplo anno 2008;
  • “Interventi di riqualifica dell’ecosistema acquatico
    lacustre e degli ambienti naturali del lago d’Iseo ed
    interventi di miglioramento delle condizioni biologiche
    ed ecologiche del lago d’Endine, nonché miglioramento
    naturalistico e di qualità delle acque del lago Moro” –
    bando Cariplo 2010;
  • Tutelare e Valorizzare la Biodiversità nel 2011,
    “Tra Lago e Lago – Un collegamento ambientale tra le
    aree ad
    alta naturalità della Comunità Montana dei Laghi
    Bergamaschi”;
  • Tutelare e valorizzare la biodiversità nei siti
    della Rete Natura 2000 nel 2007, “Riserva Naturale
    Valle del Freddo: serbatoio di biodiversità”.
    Nell’ambito del bando 2014, Fondazione Cariplo ha
    approvato il cofinanziamento del progetto “Facciamo
    rete nell’area dell’Alto Sebino. Connettere per
    conoscere e fruire il nostro territorio”, dove sono stati
    identificati gli interventi di primaria importanza da
    realizzarsi quanto prima sul territorio dell’Alto Sebino,
    attualmente in corso.
    Inoltre nell’ambito del bando Cariplo 2015
    Connessione ecologica è stato presentato il progetto
    “Conservazione degli elementi di unicità della Valle del
    Freddo e valorizzazione del corridoio ecologico del T.
    Oneto”, che prevedeva la realizzazione di significativi
    interventi a scala locale finalizzati al rafforzamento
    della matrice ambientale e delle caratteristiche
    strutturali della rete ecologica. L’esito della richiesta è
    stato negativo in quanto non completamente coerente
    con gli indirizzi di connessione ecologica a vasta scala
    delle azioni proposte.
    Il presente progetto ha ripreso gli interventi previsti dal
    progetto del 2015, introducendo nuove azioni volte alla
    realizzazione di corridoi ecologici sia di tipo fluviale che
    terrestre su vasta scala coerentemente all’assetto
    definito dalla RER, nell’area dell’Alto Sebino,
    interessando i laghi d’Endine e Gaiano ed il T.
    Borlezza.
    Tali interventi riguardano il miglioramento del
    corridoio fluviale del T. Borlezza, la creazione di un
    ponte ecologico terrestre lungo la SS42; la
    realizzazione di interventi di sistemazione fluviale
    nell’area umida localizzata in prossimità
    dell’incubatoio di Endine, oltre che il miglioramento
    delle condizioni trofiche dei Laghi di Endine e Gaiano e
    la creazione di habitat per la fauna anfibia, con
    particolare attenzione ai rospi.
    Infine un ulteriore intervento prevede il
    miglioramento della naturalità degli ambienti umidi, a
    favore del gambero di fiume ed il miglioramento
    della fruibilità nell’area del Parco Gola del
    Tinazzo.
    Gli interventi previsti hanno quindi lo scopo generale
    di ripristinare, sviluppare e consolidare corridoi
    ecologici terrestri e fluviali nell’area dell’Alto Sebino in
    grado di collegare i siti oggetto di intervento che
    diventeranno stepping stones, aree naturalistiche
    importanti per il mantenimento della
    biodiversità.
    Interventi nel Parco Gola del Tinazzo
    Tempi di realizzazione
    Rilievi intervento all’interno della gola: gen’17-mar’17
    Progettazione e Direzione Lavori: gen’17-dic’18
    Realizzazione interventi: gen’18-dic’18
    Responsabile: CMLB
    Esecutore: Società di progettazione; Impresa
    appaltatrice; personale non strutturato CMLB
    Costo totale: 62.390 €
    Descrizione
    L’azione ha il duplice scopo di migliorare la naturalità
    degli ambienti umidi presenti e la fruibilità dell’area
    del Parco Gola del Tinazzo.
    Rilievo interventi all’interno della Gola del Tinazzo
    Al fine di meglio definire le caratteristiche
    topografiche dell’area di interesse, si prevede di
    eseguire un rilievo topografico di dettaglio.
    Progettazione e DL all’interno dell’area del
    Parco Gola del Tinazzo
    Gli interventi sono stati ad oggi individuati ad un
    livello di Studio di fattibilità, di conseguenza prima
    della loro attuazione dovrà essere redatto un progetto
    definitivo-esecutivo. Saranno inoltre svolte le attività
    di DL e CS.
    Interventi per la fruizione
    Per incrementare la fruibilità e l’accessibilità nell’area
    della Gola del Tinazzo, è prevista la realizzazione di
    una scala interna alla gola, che funga da
    collegamento valle-monte.
    Pag 8
    “A STRAPIOMBO SUL BLU “
    A fine estate abbiamo partecipato alla manifestazione “A
    strapiombo sul blu” a seguire il testo della news-letter spedita a
    soci e sostenitori.
    In occasione della manifestazione “A strapiombo sul blu”,
    domenica 25 settembre 2016 la litoranea tra Castro e Riva di Solto
    diventerà pedonale dalle ore 9.30 alle ore 12.30 e dalle ore 13.30
    alle ore 18.30.
    L’evento concretizza un progetto condiviso dalle amministrazioni di
    Riva di Solto, Solto Collina, Castro. Prende finalmente forma il
    sogno di vivere diversamente il territorio, di poter
    guardare con un occhio diverso il paesaggio meraviglioso
    che accompagna questi paesi e la strada litoranea.
    Per il programma
    A Castro, in uno dei vecchi bunker risalenti alla 2^ guerra
    mondiale, ambientazione quanto mai suggestiva e a tema, il
    circolo Legambiente Alto Sebino nel contesto della
    manifestazione a Strapiombo sul blu, presenterà:
    a Strapiombo sulla forra del Tinazzo.
    Un percorso video fotografico in un territorio che dorme su millenni
    di battaglie infinite tra le forze dell’acqua e della roccia, modellato
    da glaciazioni ancestrali ed eroso dallo scorrere impetuoso del
    torrente Borlezza.
    Un portale in muratura con due pesanti porte in legno permette
    l’accesso al sentiero verso la gola del Tinazzo; attraverso il piccolo
    bosco, grazie al comodo sentiero, si giunge ad una parete rocciosa
    che sembra chiudere la via. In realtà avvicinandosi si scorge
    un’altissima fessura nella roccia; da qui nel corso dei millenni sono
    passati centinaia di milioni di metri cubi di sabbia e roccia trascinati
    fino al lago dalla forza impetuosa del torrente. Due enormi pareti
    alte più di 40 metri fanno da ali all’ingresso della gola che è
    visitabile in sicurezza per oltre cento metri per una larghezza
    variabile da 1 fino a 4 metri. Nelle stratificazioni rocciose ben visibili
    si legge lo scorrere del tempo.
    http://www.iseolake.info/it/eventi/Eventi/910-a-strapiombo-sulblu
    www.parcogoladeltinazzo.org
    AL VIA LA CAMPAGNA
    ADESIONI 2017

Se anche quest’anno vuoi unirti a noi per rendere
possibile la realizzazione delle nostre numerose
iniziative e dare il via ad un vero cambiamento, iscriviti
subito. Il tuo contributo renderà la nostra associazione
ancora più forte!
Sono aperte le adesioni per l’anno 2017. Puoi iscriverti
o rinnovare la tua tessera alla nostra sede
“Legambiente Alto Sebino” in via Rocca, 6 a Castro.
Di seguito le tariffe:
SOCIO JUNIOR fino a 14 anni (nati dal 2003 in poi)
€ 10
SOCIO GIOVANE dai 15 a 28 anni
(nati dal 1989 al 2002) € 15
SOCIO ORDINARIO
Con abbonamento “La Nuova Ecologia” € 30
Senza abbonamento € 20
SOCIO SCUOLA E FORMAZIONE
Con abbonamento “La Nuova Ecologia” € 30
Senza abbonamento € 20
SOCIO SOSTENITORE
Con abbonamento “La Nuova Ecologia” e
il volume “Ambiente Italia” € 80
Solo volume “Ambiente Italia” € 70
TESSERA COLLETTIVA
Con abbonamento “La Nuova Ecologia” € 50
Senza abbonamento € 40
Per maggiori informazioni si può consultare il sito
www.legambientealtosebino.org, scrivere a
tesseramento@legambientealtosebino.org
oppure chiamare il seguente numero 348 5411746.
Miglioramento della naturalità degli ambienti umidi
Per favorire le popolazioni di gambero di fiume e di salamandra pezzata, la cui presenza è stata rilevata all’interno
del Parco, è prevista la realizzazione di alcune pozze all’interno del bosco di forra: lo scopo è valorizzare l’ambiente,
creando nuovi habitat specifici per anfibi ed invertebrati. Le pozze rappresenteranno degli elementi fondamentali
per la ricolonizzazione degli ambienti limitrofi e dell’area vasta, nell’ottica di creazione e tutela di corridoi

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