Risultati Goletta 2017

3.7.2017
Come ogni anno la Goletta di Legambiente ha effettuato il campionamento delle
acque del lago, dal quale come ogni anno, emergono dati negativi sullo stato di
salute delle acque, quello che è sotto gli occhi di tutti. Un’iniziativa importantissima
e lodevolissima per noi cittadini lacustri.
Purtroppo a quest’analisi di Legambiente non fa mai seguito alcuna iniziativa politica
concreta. Gli organi di stampa si limiteranno a manifestare il consueto stupore
davanti ai dati della Goletta Verde. Come negli anni passati saranno innumerevoli gli
articoli di stampa relativi a promesse di intervento di depurazione dei carichi fognari
della Valle Camonica che resta non collettata per decine di migliaia di cittadini. In
aggiunta alla fonte di inquinamento primaria costituita dal fiume Oglio, canale
Italsider e torrente Borlezza (che costituiscono il 98% dei carichi inquinanti del Lago
d’Iseo), numerosi sono i cosiddetti “scolmatori” dei collettori fognari est e ovest
(detti anche “code a lago”) che ad ogni pioggia o durante la stagione turistica per il
maggior carico, sistematicamente versano liquami fognari nel lago. Questo spesso
accade proprio in corrispondenza delle spiagge pubbliche, dove per assurdo è stato
più facile collocare l’imbocco dei tubi, favoriti dai fondali meno ripidi. I tubi delle
code a lago sono lunghi circa 35 metri e scendono in profondità per almeno 8 metri
ove possibile. E’ chiaro che durante le piene riaffiora tutto.
Ai dati di Legambiente farà seguito probabilmente il solito contraddittorio con l’ente
di controllo ATS che dichiarerà di essere in possesso di dati molto diversi. Le autorità
competenti cavilleranno sulle cifre e arriveranno le solite dichiarazioni rassicuranti,
così passerà un altro anno e altre tonnellate di veleni (circa 10 mila tonnellate
all’anno) scenderanno nel lago inabissandosi davanti alla foce dell’Oglio uccidendo
sempre più l’ecosistema.
L’aumento di fosforo e veleni sui fondali sta causando la completa mancanza di
ossigeno, ormai presente solo nei primi 100 metri di profondità, al di sotto dei quali
il lago è anossico.
Soltanto 50 anni fa lo studio limnologico di biologi Bonomi e Gerletti testimonia che
l’ossigeno era presente anche nel punto più profondo a -256 metri. Gli studi della
dottoressa Garibaldi Letizia (Università Bicocca di Milano) e del professor Pilotti
Marco (Università di Brescia) certificano la progressiva eutrofizzazione del lago,

dichiarato eutrofico dal 1995 e meromittico da parecchi anni (diviso in strati di
diversa temperatura e densità che non si mescolano più).
Come gruppo di lavoro siamo andati ad una conferenza del professor Pilotti e in
seguito abbiamo scoperto online un interessante sito in cui lo scienziato spiega il suo
lavoro di monitoraggio dal lago. Con varie stazioni di campionamento è possibile per
chiunque visionare i dati in tempo reale. La condizione di distruzione dell’ecosistema
in profondità e di anossicità del lago è incontestabile, ma gli amministratori locali,
per non incorrere nelle direttive europee relative alla qualità dei corpi idrici, cercano
ad ogni costo di definire le acque del lago “buone”. L’incredibile proposito della
politica lacustre è quello di voler considerare solo lo strato più superficiale d’acqua
che non manifesta sintomi di degrado e di morte per poterlo vendere come
prodotto turistico.
Questo atteggiamento è a nostro parere irresponsabile perché condanna coloro che
verranno dopo di noi a dover tentare di risanare una situazione irrimediabilmente
compromessa. Per valutare la qualità dell’acqua non basta considerare la
balneabilità che come è noto si avvale del rilevamento di soli due parametri:
Eschericchiacoli e Enterococchi intestinali. Anche una piscina risulta balneabile, ma è
talmente piena di cloro che nessun pesce o organismo vivente sopravvivrebbe
neanche un minuto al suo interno.
Lo stato ecologico è dato dalle alghe, dagli invertebrati, dai pesci e da ogni forma di
vita. Il lago è costituito da una colonna d’acqua profonda in cui l’ecosistema ha
costruito la vita nel corso dei millenni (lo stesso accadeva nel fiume Oglio sia a
monte che a valle). Non si può considerare solo lo strato superficiale ignorando la
situazione sottostante.
Interventi di maquillage sono uno spreco di denaro pubblico, paragonabili ad un
intervento estetico su un malato di cancro. Tutto il lago dev’essere risanato! Non
vogliamo un immenso bacino pieno di veleni con uno strato superficiale
stentatamente balneabile, che rientri a malapena nella direttiva 2000/60/CE e
dichiarato pulito solo per lavarsi la coscienza!
Firmato : Rete Alternattiva

Rassegna Stampa

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