L occhio verde scaccia la crisi

Premessa:

I piccoli comuni sono l’anello più debole della filiera istituzionale e proprio per questo il bersaglio privilegiato dei tagli della spesa pubblica. Nonostante questo i comuni che si affacciano sul del  Lago d’Iseo possono essere protagonisti del rilancio economico, sociale e ambientale del lago se adottano scelte urbanistiche e logistiche innovative e coordinate tra loro. Una nuova politica può valorizzare le enormi risorse naturali, paesaggistiche e architettoniche che fanno del  Sebino  una perla di bellezza europea. Sono però necessarie scelte coraggiose che segnano una netta discontinuità con il passato.

Ai candidati Sindaci, e a coloro che resteranno all’opposizione chiediamo, se verranno eletti, di farsi carico del cambiamento necessario per rilanciare il lago a partire dalla ricchezza primaria; quella  turistica e di fermare la crescita urbanistica caotica degli ultimi 40 anni. Il territorio non ha bisogno di Sindaci che si nascondono dietro scelte fatte dalle precedenti amministrazioni. Si rendano partecipi, si facciano carico, in pieno delle loro competenze, e avviino una fase di riordino urbanistico, rilancio dei servizi pubblici e tutela ambientale.  Attività queste che creano posti di lavoro e ricchezza diffusa.

Quello che segue è un vero e proprio decalogo del “sindaco ambientalista”, indirizzato ai futuri sindaci del lago d’Iseo.  Al futuro primo cittadino noi di Legambiente, quale che sia la scelta degli elettori, chiediamo sensibilità. Chiediamo di limitare la costruzione di nuove case e il numero di barche a motore sulle acque del lago, che devono essere protette assieme alle rive. Ricordiamo che è opportuno sviluppare la mobilità sostenibile favorendo l’uso di treni, autobus e quello di biciclette e traghetti e che è bene «curare, sostenere e valorizzare le produzioni tipiche e locali e di favorirne il consumo senza intermediazioni e nel nostro territorio». Ribadiamo l’importanza della conservazione delle aree agricole e lo sviluppo di tutte le iniziative possibili per la riduzione dei consumi e l’efficienza energetica. Sollecitiamo di tenere in efficienza la rete idrica e gli acquedotti spesso obsoleti e dimenticati. Sosteniamo la necessità di sviluppare la raccolta differenziata dei rifiuti.  Auspichiamo politiche che puntino alla riduzione delle tariffe per i cittadini».

Il decalogo di Legambiente per i candidati sindaci del Lago d’Iseo.

  1. Limitare il consumo di suolo rivedendo i P.G.T. (tutti improntati ad eccessive edificazioni, giustificati da irrealistiche crescita della popolazione), dare invece impulso alla ristrutturazione e rivitalizzazione dei centri storici, dei cascinali e dei capannoni in disuso. Stop a nuovi supermercati e centri commerciali, difesa del commercio di vicinato e dei piccoli negozi per ripopolare i borghi e i centri dei loro paesi desertificati e svuotati.
  2. Adozione dei piani comunali per l’efficienza energetica per edifici pubblici e privati. Ridurre gli sprechi energetici finalizzati a  ridurre l’inquinamento degli impianti termici e consequenziale  risparmio nelle bollette di tutti i cittadini. Proseguire e sviluppare la raccolta differenziata dei rifiuti fino a raggiungere l’obbiettivo di almeno il 80%;
  3. Tutela dei corridoi ecologici e le biodiversità sulle sponde del lago. Fermare le urbanizzazioni sulle rive e valorizzare le sponde per uso pubblico/turistico, in relazione  alle caratteristiche del lago (non siamo paesi di mare!);
  1. Rendere meno impattanti e più compatibili con il contesto naturale del bacino del lago le attività industriali sul lago come la Cementifera di Tavernola, la Lucchini di Lovere, la Feltre di Marone ecc.; maggiori controlli e abbattimento delle emissioni inquinanti  con  l’adozione di nuove ed efficaci tecnologie per l’abbattimento  dei fumi;
  2. Migliorare la viabilità, aumentare la sicurezza sulle strade e ridurre il traffico dei Tir, in particolare lungo gli assi stradali   panoramici del lago. Vietare il traffico pesante sul ponte tra Sarnico e Paratico. La cementifera di Tavernola  genera un traffico di 400 mezzi pesanti al giorno e la Lucchini di Lovere altri 200 (le due aziende sono già espresse favorevolmente  all’utilizzo di questa modalità di trasporto). Ingenti quantità di merci, come raccomandato dalla UE si potrebbero spostare su ferrovia recuperando il progetto di cabotaggio chiatta/treno dello scalo ferroviario di Pisogne (linea Edolo-Iseo);
  3. Rilancio della mobilità sostenibile per dare anche un senso agli alti costi pubblici della gestione della Brescia- Iseo-Edolo e agli ingenti investimenti attuati per il potenziamento strutturale della linea. Nonostante i nuovi treni l’utenza è ancora modesta, 1,4 milioni di passeggeri l’anno. Con l’introduzione di meccanismi competitivi si possono raggiungere standards di gestione europei, i passeggeri potrebbero raddoppiare. La dotazione di parcheggi automobilistici è più che sufficiente.   Far rientrare i nuovi treni utilizzati  da Trenord sulla Linea Lecco Monza, anziché sulla Brescia-Edolo;
  4. Sviluppare una vera e propria rete di sicure piste ciclabili ed istallare  biciclette da noleggiare (bike sharing) per i turisti e residenti in ogni comune del Sebino. Migliorare  l’accoglienza turistica i servizi per bambini e potenziare le pro-loco. Migliorare le strutture per persone disabili, anziani e bambini;
  5. Chiudere la fase delle opere pubbliche inutili e della spesa facile, superamento dell’Autorità di bacino del lago d’Iseo e d’Endine (costosa ed inefficiente, i soldi degli ormeggi devono entrare direttamente nelle casse dei Comuni) e sviluppare una azione coordinata dei comuni del bacino del lago. Stop a nuovi porti ed attracchi pubblici o privati (sono circa 3mila) e riduzione della potenza dei motori ammessa sul lago;
  6.  Rendere prioritari gli interventi per la manutenzione della vecchia rete fognaria,  degli acquedotti e degli sfioratori in particolare nelle vicinanze dei depuratori, eliminazione delle fosse biologiche, i cui nuovi allacciamenti vanno collegati alle fognature delle acque nere e quindi agli impianti di depurazione;
  7. Nel magico contesto costituito da siti come Montisola, le Torbiere, la strada Valeriana,  dall’orrido di Riva di Solto ecc. solo per citarne alcuni; l’acqua del lago è un valore inestimabile da tutelare sia per la popolazione residente che per il turismo, risorsa economica principale del territorio dopo la de-industrializzazione della valle. Importanti azioni di bonifica vanno attivate e finanziate nelle aree di Castro, Pisogne, Lovere e Costa Volpino. Il precario assetto idrogeologico e la fragilità dei versanti che si inabissano nel lago, dovuta anche ai cambiamenti climatici deve essere messo all’ordine del giorno dei Comuni che mettono a repentaglio la sicurezza e l’agibilità delle piste ciclabili di Pisogne-Marone, Predore- Riva di Solto.
Rassegna Stampa

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