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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Demanio sciabile in Valseriana? Il pensiero è sempre più unico, vietato uscire dal coro. ALP non resta a guardare e pubblica l'articolo-appello di Davide Sapienza. CONTINUA DALLA HOME PAGE Il punto é il saccheggio sistematico del territorio, la costruzione in zone che anche un bambino dell'asilo capirebbe geologicamente pericolose (Onore, la Valle del Riso e Valbondione in Valle Seriana sono tre ottimi esempi di edificazioni su ghiaia, frane e versanti inadatti), discorsi vecchi e obsoleti sull'occupazione e lo sviluppo - la parola magica - delle aree montane e così via. E' in montagna che si gioca il futuro di questa povera italia. Sia chiaro. Chi mi segue e sa cosa scrivo, già é al corrente di come vedo la presenza umana nel territorio. Qui nelle Orobie adesso é venuto il tempo di agire, di cambiare marcia, strategia, attitudine. Di prendere posizione con nettezza e inflessibilità, non come fa ad esempio il CAI, che riceve soldi dello stato per la "tutela dell'ambiente" ma che a Bergamo scrive lettere che dicono tutto e niente in politichese a L'Eco di Bergamo. Di superare steccati, divisioni - spesso anche interne ai movimenti ambientalisti. Non é questo il tempo delle divisioni. La terra ce lo sta chiedendo. Basta prenderla per il culo. Il disastro incombe Dopo anni di silenzio é uscito allo scoperto il progetto del demanio sciabile Alta Valle Seriana. Un progetto esilarante, se si legge tutto il documento si dovrebbe ridere - peccato che ci son di mezzo circa 200 milioni di euro di finanziamento della comunità europea e un intervento devastante, anche in zone totalmente a rischio, con uno sfruttamento a quote che richiedono innevamento artificiale con le conseguenze di interventi sulla terra che sono facili da immaginare. Un intervento devastante nel nome del "dare lavoro". Per non fare torti ai bio benefattori, andate sul sito della Comunità Montana Alta Valle Seriana. Invito a leggere i diversi interventi riportati sui siti Scalve.it in NEWS (Dove potete scaricare il pdf di questa sceneggiatura del disastro), sul sito Floralpinabergamasca nella sezione dedicata all'Emergenza, dove é tutto spiegato molto bene nell'apposita sezione a questo link, dove trovate l'appello da firmare (a fine maggio son state racconte già 4mila firme) il sito di Legambiente Bergamo (che il 22 giugno organizza una camminata a Spiazzi di Gromo con il CNR e geologi, esperti e operatori culturali) e di Legambiente Alto Sebino. Siamo in tanti, la nostra forza é che non abbiamo interessi. Io vivo sull'altopiano di Clusone, davanti alla Presolana che parla la sua lingua di pietra lenta e inarrestabile,, dal terrazzo vedo la suggestione del lago d'Iseo, la sera sento il profumo della Pineta che sale a Falecchio. Non avrò mai soldi della comunità europea per scrivere un libro, fare un viaggio o costruire una baita - come non li avrà mai tanta gente impegnata questa lotta. E questa é una fortuna. Ora la situazione é grave. Un grande alpinista doveva di recente fare una serata in Valle Brembana. Poi l'assessore locale lo ha chiamato e gli ha detto: "dobbiamo disdire il suo invito, perché se poi parla della questione demanio sciabile a noi non sta bene." In soldoni, la situazione é questa. Attendiamo lo scontato verdetto del Parco delle Orobie sulla fattibilià del Demanio Sciabile. Ci sarà un eco-verdetto a favore dei bio-ingordi. Del resto l'Ente Parco é stato commissariato per anni, poi il presidente della Provincia di Bergamo ci ha messo la persona giusta. Soprattutto, vorrei poter dire da vecchio a qualche ragazzo di adesso e uomo di domani, "vedi, adesso puoi lavorare sulle tue montagne senza il bisogno di devastarle." Vorrei dirglielo perché le ho conosciute, girate, ammirate, rispettate. Anch'io ci lavoro in montagna, sono la mia fotne d'ispirazione anche quando scrivo di cose apparentemente lontane dalle "terre alte."State molto attenti a quello che farà il "mondo dell'informazione". Da lì capiremo come andranno a finire le cose. augh, Davide Sapienza (www.davidesapienza.net
 
Di Amministratore (del 12/04/2008 @ 18:30:55, in Discorsi 'speciali ' sulle politiche ambientali, linkato 1244 volte)
In marcia per il clima Il clima sulla Terra sta cambiando, ma tardano decisioni condivise ed efficaci della politica per contrastare questa emergenza planetaria. Spetta dunque a noi sollecitarle e soprattutto operare una conversione di civiltà che fermi la febbre del Pianeta. Dobbiamo farlo per noi e per tutti, per salvare le tante aree d'Italia e del Mondo che già oggi subiscono le conseguenze dei cambiamenti climatici, per garantire la bellezza dei nostri paesaggi e la ricchezza delle nostre produzioni, per permettere alle future generazioni di vivere in pace in ambienti, in città, in paesi più belli e ospitali, per liberarci dalle guerre e dai conflitti che nascono per controllare risorse energetiche non rinnovabili sempre più scarse e beni comuni come l’acqua. Possiamo farlo perché oggi le conoscenze tecnologiche ci permettono di ripensare il modo di produrre energia e di consumarla per muoverci, abitare, lavorare senza dilapidare le risorse comuni quali l'acqua, l'aria, la vita sulla Terra. La rivoluzione che vogliamo ha degli obiettivi precisi, si propone subito, in tutta Europa e nel mondo, di arrivare in dieci anni a produrre e consumare energia con il 20% di maggior efficienza, di far dipendere per almeno il 20% il fabbisogno energetico da fonti rinnovabili e di ridurre del 30% le emissioni di gas che alterano il clima sulla terra. L’Italia fino ad oggi ha marciato in direzione opposta, aumentando i propri consumi di combustibili fossili. Ora possiamo dimostrare al mondo di saper invertire la tendenza, di saper partecipare ad un nuovo progresso, di essere capaci di innovare a partire dal formidabile giacimento dei nostri saperi, dei nostri giovani, dei nostri territori, delle nostre opere. Una conversione che ci appare desiderabile, perché può migliorare subito il nostro benessere e qualità della vita. E perché aiuta la coesione sociale, la pace e la sicurezza internazionale. Unendo le forze possiamo vincere le potenti lobby dell'economia dello spreco, così come l'inerzia dei piccoli e grandi privilegi e il conservatorismo delle cattive abitudini. Cambieremo i nostri stili di vita, le scelte di consumo, le consuetudini quotidiane, chiedendo e premiando nel contempo lo scambio di nuovi beni, l'erogazione di nuovi servizi, capaci di rilanciare l’occupazione, di garantire la coesione sociale, di migliorare le relazioni tra tutte le donne e gli uomini, di avere paesi e città meno inquinati e un Italia sempre più bella. Promuoviamo insieme la manifestazione nazionale “In marcia per il clima”, il 7 giugno 2008 a Milano. E' necessario essere in tanti per cominciare a realizzare una conversione, a firmare questo contratto col Mondo e aderire volontariamente ai precisi impegni di riduzione delle emissioni di gas climalteranti, ognuno nelle scelte della propria vita e della propria comunità.
 
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