Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Max Barro (del 08/02/2008 @ 14:16:54, in Menifestazioni ed eventi, linkato 1641 volte)
Relazione di Massimo Rota sull’ultima serata del ciclo ‘Borlezza – la valle sospesa’ Si è tenuta giovedì 6 marzo presso l’auditorium comunale di Sovere la terza ed ultima serata inserita nel contesto della manifestazione denominata “BORLEZZA, la valle sospesa”. Tema della serata la storia del lago fossile di Pianico –Sellere, dalla sua scoperta ai risultati degli studi recenti. Ci hanno accompagnato in questa splendida serata Il dott. Ravazzi e il dott. Muttoni, che hanno esposto le loro relazioni ad un pubblico numeroso (oltre 100 persone) ed attento. Il bacino lacustre di Pianico sellere si sviluppa in una profonda forra incisa in dolomie al di sotto della valle attuale del Borlezza. Oggi questa valle è completamente mascherata dai depositi che la riempiono. Lungo la forra del Borlezza affiorano depositi lacustri appartenenti a varie successioni lacustri di diverse età e importanza, incastrate l’una dentro l’altra. Si stima che la profondità massima del lago sia di 105 metri. Durante le fasi climatiche temperato-calde il lago era circondato da estese e dense foreste che limitavano l’attività di frana dei versanti. In questo modo la sedimentazione era dunque tranquilla ( per capire meglio la sedimentazione come avviene è opportuno consultare il libro VAL BORLEZZA a pag. 154). Le sedimentazioni formano le “varve” che non sono altre che delle coppie di lamine bianche e nere che stanno a significare l’alternanza delle stagioni (bianche estate, brune inverno). Nel nostro lago si succedono ininterrottamente circa 18.000 coppie di lamine (varve) della quali 15.500 finora contate, quindi un archivio di 31.000 pagine,una per ciascuna stagione. E’ la serie di varve ininterrotta più lunga al mondo, questo ha accresciuto la celebrità internazionale del sito. Esaminando la composizione di ciascuna lamina e il suo contenuto di polline e diatomee, è in teoria possibile studiare il clima di ciascuna delle 31.000 stagioni conservate in successione continua. Annualmente lungo la forra del Borlezza i crolli delle pareti mettono a disposizione centinaia di fossili, soprattutto vegetali che vanno perduti. Gli interventi di regimentazione del torrente hanno limitato i crolli, ma hanno anche ridotto l’accesso dei ricercatori alle sezioni di maggior importanza scientifica e hanno determinato la distruzione ed il degrado della vegetazione forestale. Problemi contrastanti di difesa delle sponde, conservazione e valorizzazione del valore stratigrafico del sito evidenziano le difficoltà che riguardano la conservazione e la valorizzazione di questo geosito. Questo dimostra ancora una volta come la gestione dei nostri corsi d’acqua risenta di un approccio riduttivo che porta a considerare i fiumi simili a canali ai quali poter riferire modelli matematici che tendono ad azzerare le caratteristiche morfologiche. L’unica disciplina ufficiale è l’ingegneria idraulica, l’ambiente è semplificato e banalizzato, facendo scempio delle discipline scientifiche. Si impone a questo punto un intervento delle istituzioni a difesa e valorizzazione del sito, come per altro ribadito dai sindaci di Cerete e Sovere nei loro discorsi di apertura alla serata. Il nostro compito è duplice, da un lato continuare l’opera di sensibilizzazione dei cittadini e dall’altro stimolare le istituzioni ad intraprendere politiche sempre più dirette verso la valorizzazione del nostro territorio. Tra tante cose positive è doveroso porre l’attenzione anche su un aspetto negativo; le amministrazioni comunali di Castro Lovere e Pianico nonché gli assessori all’ambiente e al turismo della Comunità Montana sono state ancora una volta assenti alle serate. Come potete vedere c’è ancora molto da lavorare nei rapporti con le istituzioni. Prima di salutarvi vi ricordo che sabato 15 marzo alle ore 14.30 ci si trova presso il campo sportivo di Sovere: il dott. Ravazzi ci accompagnerà in una escursione alla scoperta degli affioramenti (stratificazioni / varve ) su greto del torrente Borlezza. In caso di maltempo o di pioggie insistenti che renderebbero impraticabile l’accesso al sito la visità verrà rimandata (per informazioni aggiuntive
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Di Max Barro (del 01/02/2008 @ 16:42:43, in Menifestazioni ed eventi, linkato 1396 volte)
22 Febbraio 2008 Sala Ruffini CMAS Primo resoconto a caldo della serata: Presenti 96 persone, con Sindaci ed assessori di numerosi paesi della Val Borlezza. Presenti in sala alcuni degli estensori del libro sul Borlezza commissionato dall’unione dei comuni della Presolana da poco uscito nelle librerie. Presenti numerosi soci del circolo cilturale 3 torri e del circolo di Legambiente Alto Sebino. Purtroppo come sempre, totale mancanza dei giovani. Per noi è stata una serata ricca di soddisfazioni: - Per prima cosa ci ha fatto molto piacere vedere la sala gremita in ogni ordine di posti. Di questi tempi non è facile! Questo stà a significare che l’argomento è di grande interesse. - L’essere stati scelti come partner dalla Provincia per organizzare la serata dimostra la bontà del nostro lavoro. - Abbiamo allacciato proficue collaborazioni che ci aiuteranno a sviluppare i progetti che vedranno il Borlezza al centro della nostra attenzione. - L’unanimità di tutti i convenuti sul fatto che la serata non è il raggiungimento di un traguardo, bensì la base di partenza per fare si che la Val Borlezza (cessi di essere una emergenza) diventi una risorsa per il nostro territorio. resoconto di Massimo Rota
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Di Max Barro (del 28/01/2008 @ 17:44:24, in Menifestazioni ed eventi, linkato 1748 volte)
-BORLEZZA, La valle sospesa Un patrimonio geologico, zoologico e botanico unico nelle Alpi. Giovedì 28 febbraio, nell'Auditorium di Villa Milesi a Lovere, di fronte ad una platea di numerose persone, è stato presentato il libro "Val Borlezza". Nel corso della serata, alcuni fra i numerosi autori hanno presentato il loro contributo all'attuale pubblicazione: L'introduzione a cura della Dott.ssa Renata Perego (docente di Paleontologia Vegetale presso l'Università di Milano) ha spiegato come nasce il progetto di questo libro. Nel 2005 un giovane studente universitario chiede al comune di Cerete una copia del precedente libro, edito nel 1996, "storie di ghiaccio, di pietere e di foreste". La richiesta evidenziò che tutte le copie di quel libro erano andate esaurite e da qui nacque il progetto per la riedizione del libro. La proposta è stata rilanciata ai ricercatori che già avevano fatto parte del gruppo di lavoro precedente e che tra l'altro avevano ulteriormente sviluppato le proprie ricerche. Il nuovo progetto si diede l'obiettivo di approfondire, modificare e completare i vari capitoli corrispondenti alle varie materie di studio sulla Val Borlezza. Anche la veste editoriale ha assunto un aspetto più corposo diventando un vero e proprio libro rispetto all'opuscolo che costituiva la precedente edizione. La nascita e la consapevolezza dell'interesse che la Val Borlezza ha destato in ricercatori starnieri, sono stati presentati dal Dott. Cesare Ravazzi (docente di Palinologia, Paleontologia Vegetale e Geologia del Quaternario Continentale presso l'Università di Milano e Milano Bicocca). Ci ha descritto come la cultura della ricerca, sviluppata nei paesi del nord Europa, spingesse da noi gruppi di studiosi tedeschi, svizzeri ed americani per fare ricerche nella Valle del Borlezza relativamente ad aspetti che noi, popolazione locale, non conoscevamo minimamente. Di come il vedere questi gruppi suscitasse curiosità, fino a scoprire cosa questi studiosi cercassero: peculiarità scientifiche della Val Borlezza, biodiversità, particolari stratigrafie che coprono ormai fino a 18.000 anni e da leggere come un libro aperto. E' stato lanciato agli amministratori locali un invito a realizzare un sentiero che, salendo dal basso, da Lovere verso Cerete, possa guidare noi locali ma anche i turisti alla scoperta di tutto ciò, con lo scopo di valorizzarlo. Gli aspetti di ricerca sulle biodiversità zoologiche e sulle specie endemiche della Val Borlezza sono stati presentati dal Dott. Marco Valle (direttore dell'Istituto di Zoologia del Museo di Scienze Naturali di Bergamo). La particolare geologia della Val Borlezza è stata presentata dalla Dott.ssa Carla Ferliga (geologa, si occupa di rilevamento e cartografia e partecipa al Progetto CARG presso la regione Lombardia). Nella presentazione è stata evidenziata la geomorfologia della zona: l'ossatura delle montagne (calcari, dolomie, varie altre formazioni) modificata dagli effetti delle glaciazioni. In particolare la Val Borlezza è stata percorsa da un ghiacciaio che anzichè scendere da essa, la risaliva, alimentato da quello che scendeva dalla Val Camonica e che appunto risaliva dal punto dove ora si trova il Lago d'Iseo. Le tracce di questa particolare morfologia sono tutt'ora presenti e costituiscono un ghiottissimo ambito di studio per i geologi di tutto il mondo. -Giovedì 6 marzo 2008, ore 20.30 presso l'Auditorium Comunale di Sovere (Val Borlezza), Giovanni Muttoni e Cesare Ravazzi (Università degli Studi di Milano e C.N.R. - IDPA) presentano: L'antico lago di Pianico - Sèllere: le scoperte scientifiche degli ultimi dieci anni L'incontro, organizzato dalla Biblioteca Civica "Pietro Guizzetti" di Sovere, sarà introdotto da Arialdo Pezzetti e Gianfranco Gabrieli, rispettivamente Sindaco di Sovere e di Cerete. Durante la serata saranno presentati i risultati degli studi geologici e paleontologici svolti da diversi enti di ricerca negli ultimi dieci anni, con particolare riguardo a nuovi dati stratigrafici e botanici di interesse per la storia dell'ambiente, del clima e del campo magnetico terrestre.
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