Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Amministratore (del 13/06/2008 @ 12:37:39, in Discorsi 'speciali ' sulle politiche ambientali, linkato 1512 volte)
Obiettivo del progetto italiano KiteGen è produrre quanto un generatore atomico Con 200 aquiloni su un anello ruotante si avrebbe una potenza di mille megawatt
Una centrale elettrica ad aquiloni l'ultima sfida all'energia nucleare Il sistema funziona a un'altezza di 800-1000 metri dal suolo

CHIERI (Torino) - Se avete mai usato un aquilone, avete sentito quanto il vento tira sulle mani. Più è grande, più tira.
Come vi spiegherà qualsiasi amante di kite surfing, possono far volare anche gli uomini. "Anzi - dice Massimo Ippolito, kite surfer per hobby - li costruiscono inefficienti apposta, altrimenti ti porterebbero via". Più in alto arrivano, più forte tirano.

A questo punto non è più un gioco per bambini e neanche uno sport. E' un'occasione: le forze, in natura, non si sprecano. Soprattutto, se si possono usare per generare elettricità. Forse ci voleva l'incontro fra un kite surfer come Ippolito e un appassionato di vela, come Mario Milanese, docente al Politecnico di Torino, perché scattasse l'idea di rivoluzionare dalle fondamenta il modo di produrre energia eolica.

Il fatto che il primo abbia un'azienda di sistemi automatizzati e il secondo insegni Controlli automatici all'università ha solo fornito gli strumenti per dare la scalata ad un obiettivo, a prima vista, impossibile:
produrre tanta energia elettrica quanto una centrale nucleare, solo grazie al vento. Partendo non dalle gigantesche eliche delle turbine che ormai si costruiscono un po' dappertutto, ma dagli aquiloni dei bambini.

KiteGen, come si chiama il progetto a cui lavorano Milanese ed Ippolito, non è l'unico nel mondo a puntare in questa direzione, ma è anche uno dei rarissimi casi in cui l'Italia, che le energie rinnovabili, normalmente, si limita a comprarle, è alla frontiera della ricerca. All'idea del vento dagli aquiloni lavorano anche, infatti, almeno altri due gruppi, in Olanda e in California.

E' una guerra di brevetti. Perché, se gli esperimenti confermeranno le prime verifiche e i primi risultati dei prototipi, è come mettere le mani su una sorta di pietra filosofale, capace di scavalcare le debolezze più vistose dell'energia eolica e, in generale, delle energie alternative: costose, si dice, ingombranti, incostanti, troppo poco potenti. Dalla parte degli aquilonisti, c'è, anzitutto, il vento. Quanto forte soffia, per cominciare.

A 80 metri di altitudine (l'altezza normale di una turbina) il vento spira, in media, nel mondo, a 4,6 metri al secondo, un po' più di 16 chilometri l'ora. E' un primo problema. Sotto i 4 metri al secondo, infatti, le turbine, normalmente, vengono spente, perché diventano antieconomiche. Il Texas occidentale - dove l'Enel ha appena varato una centrale eolica con 21 turbine - è un'area ricercatissima, perché il vento soffia in media a 7-8 metri al secondo (un po' meno di 30 chilometri l'ora), che viene definita una velocità ottimale. Ora, a 800 metri di altitudine, il vento soffia, in media, nel mondo, a 7,2 metri al secondo. La velocità ottimale. E un parametro cruciale, perché, spiegano i manuali di fisica, l'energia che si può ottenere dal vento aumenta in modo esponenziale con la sua velocità. "A mille metri di altezza - dice Milanese - l'energia che puoi ottenere è otto volte quella disponibile a livello del suolo".

Il secondo problema del vento è che, in molti posti, non c'è sempre o, semplicemente non ce n'è. A De Bilt, in Olanda, che è un posto ventoso, le turbine funzionano 3 mila ore l'anno, in pratica un giorno su tre. A Linate, nessuno installa turbine, perché il vento è zero. Ma chi l'ha detto che la pianura padana è senza vento? Basta andare a 800 metri d'altezza: c'è vento per 3 mila ore l'anno, quanto a De Bilt per le turbine. E, nel cielo sopra De Bilt, si arriva a 6.500 ore, più di due giorni su tre. A Cagliari, si passa da 2.800 a 5 mila ore. Di vento, insomma, ce n'è molto di più di quanto si possa pensare sulla base dell'industria eolica attuale. Ma come catturarlo? "Con lo yo-yo" rispondono Milanese e Ippolito: un aquilone che sale e scende nel cielo.

In un capannone di Chieri, alle porte di Torino, l'aquilone elettrico dispiegato non è altro che un normale kite per il surfing. Assicurato a due leggeri cavi, da 3 millimetri di diametro, lunghi 800 metri, l'aquilone si libra in volo, sostenuto dal vento. Srotolandosi, i cavi fanno girare due cilindri ed è questa movimento che genera energia, come si carica una dinamo. Ma questa è la parte più facile. Da buon velista, Milanese spiega che una barca con il vento in poppa va meno veloce di una barca che lo prenda ad angolo acuto.

In termini scientifici, la potenza generabile dall'aquilone aumenta in funzione della velocità con cui si muove rispetto al vento. La parte importante del KiteGen è, infatti, il sistema di navigazione. Dei piccoli sensori, con rilevatori Gps, sono fissati sull'aquilone e collegati con un computer a terra che gestisce la navigazione dell'aquilone: un software manovra piccole trazioni sui cavi per assicurare che il kite proceda tracciando vorticosi 8 nel cielo. Grazie a queste scivolate d'ala, l'aquilone aumenta il suo differenziale di velocità rispetto al vento e, dunque, la potenza elettrica generabile. In pratica, l'aquilone si comporta come la striscia più esterna dell'elica di una turbina, senza dover far girare complicati ingranaggi: "Di fatto - dice Milanese - prendiamo la parte migliore di una turbina a vento e la mettiamo dove il vento è più forte".

Quando il cavo è tirato al massimo, l'aquilone non genera più elettricità. Uno dei due cavi viene mollato, l'aquilone si impenna, non offre più resistenza al vento e viene riabbassato: "Per recuperarlo, consumiamo il 15% dell'energia generata in ascesa". Il passo successivo è immaginare una serie di questi yo-yo che funzionano insieme. "Basterebbe tenerli distanti 70-80 metri l'uno dall'altro - dice Milanese - mentre le turbine devono essere separate da più di 300 metri". Questo significa che, invece di avere decine e decine di torri eoliche ad ingombrare il paesaggio, per generare la stessa quantità di energia basterebbero alti e invisibili aquiloni che, a terra, non occuperebbero più spazio di una normale centrale elettrica.

Tutto questo, comunque, per ora è sulla carta. KiteGen, finora, ha solo fatto volare il prototipo, generando, in tutto 2,5 kilowatt. "Ma - assicura Milanese - il prototipo ha rispettato le simulazioni del computer e questo ci rende fiduciosi sul fatto che anche le altre simulazioni siano realistiche". E questo spinge Milanese a pensare in grande. Ad esempio, ad un altro attrezzo per bambini: una giostra. Se si montassero 200 aquiloni su un anello, che la forza del vento fa ruotare, questo movimento potrebbe generare energia con una potenza di 1.000 megawatt, quanto una media centrale nucleare. Occupando, sul terreno, non più di un cerchio del diametro di 1.500 metri. Al costo, calcola Milanese, di 5-600 milioni di euro, un sesto di quanto costi, oggi, una centrale atomica. L'energia prodotta dalla giostra KiteGen sarebbe, infatti, più intermittente di quella nucleare, ma anche assai meno cara. Se la scala fosse davvero di mille megawatt, un kilowattora, secondo i calcoli di Milanese, costerebbe solo un centesimo di euro, un terzo di quanto costa, oggi, l'energia più economica, il carbone. Tutto così semplice? Con le energie alternative, sognare sulla carta è facile. Il responso finale, poi, come direbbe il vecchio Dylan, "soffia nel vento".
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Di Amministratore (del 12/06/2008 @ 07:57:16, in Menifestazioni ed eventi, linkato 1589 volte)
Venerdì 13 giugno 2008 alle ore 20.30 presso la sala Ruffini della Comunità Montana Alto Sebino si terrà una discussione pubblica sul progetto preliminare presentato da AlpiEnergie srl per la costruzione di un impianto di generazione e pompaggio puro realizzato tra le località Cerete, S.Rocco, Greno e versante sovrastante, all’interno del Comune di Solto Collina.
Conduce la serata la giornalista Paola Cominelli
- presentazione del progetto AlpiEnergie srl
ing. Dario Castelletti
- valutazioni del Comune di Solto Collina Sindaco Rosemma Boieri, geologo Luigi Salvetti
- valutazioni del circolo Legambiente Alto Sebino
geologo Duilio Guizzetti, ing. Roberto Carrara

Sono stati invitati tutti i sindaci dei Comuni dell’alto Sebino, sarà presente anche un funzionario del settore acque della provincia di Bergamo.
E’ auspicabile la presenza di molti cittadini, per ribadire il nostro fermo no alla realizzazione di questo progetto perché oltre a non avere alcun carattere d’urgenza, rappresenta una minaccia all’ambiente dell’alto Sebino ed in particolar modo all’eco-sistema dell’altopiano di Cerete e della zona lacuale di Grè già sottoposta a numerosi vincoli ambientali.

Nei prossimi giorni, sempre sul nostro sito, presenteremo un’ampia relazione sulla serata.
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Demanio sciabile in Valseriana? Il pensiero è sempre più unico, vietato uscire dal coro. ALP non resta a guardare e pubblica l'articolo-appello di Davide Sapienza. CONTINUA DALLA HOME PAGE Il punto é il saccheggio sistematico del territorio, la costruzione in zone che anche un bambino dell'asilo capirebbe geologicamente pericolose (Onore, la Valle del Riso e Valbondione in Valle Seriana sono tre ottimi esempi di edificazioni su ghiaia, frane e versanti inadatti), discorsi vecchi e obsoleti sull'occupazione e lo sviluppo - la parola magica - delle aree montane e così via. E' in montagna che si gioca il futuro di questa povera italia. Sia chiaro. Chi mi segue e sa cosa scrivo, già é al corrente di come vedo la presenza umana nel territorio. Qui nelle Orobie adesso é venuto il tempo di agire, di cambiare marcia, strategia, attitudine. Di prendere posizione con nettezza e inflessibilità, non come fa ad esempio il CAI, che riceve soldi dello stato per la "tutela dell'ambiente" ma che a Bergamo scrive lettere che dicono tutto e niente in politichese a L'Eco di Bergamo. Di superare steccati, divisioni - spesso anche interne ai movimenti ambientalisti. Non é questo il tempo delle divisioni. La terra ce lo sta chiedendo. Basta prenderla per il culo. Il disastro incombe Dopo anni di silenzio é uscito allo scoperto il progetto del demanio sciabile Alta Valle Seriana. Un progetto esilarante, se si legge tutto il documento si dovrebbe ridere - peccato che ci son di mezzo circa 200 milioni di euro di finanziamento della comunità europea e un intervento devastante, anche in zone totalmente a rischio, con uno sfruttamento a quote che richiedono innevamento artificiale con le conseguenze di interventi sulla terra che sono facili da immaginare. Un intervento devastante nel nome del "dare lavoro". Per non fare torti ai bio benefattori, andate sul sito della Comunità Montana Alta Valle Seriana. Invito a leggere i diversi interventi riportati sui siti Scalve.it in NEWS (Dove potete scaricare il pdf di questa sceneggiatura del disastro), sul sito Floralpinabergamasca nella sezione dedicata all'Emergenza, dove é tutto spiegato molto bene nell'apposita sezione a questo link, dove trovate l'appello da firmare (a fine maggio son state racconte già 4mila firme) il sito di Legambiente Bergamo (che il 22 giugno organizza una camminata a Spiazzi di Gromo con il CNR e geologi, esperti e operatori culturali) e di Legambiente Alto Sebino. Siamo in tanti, la nostra forza é che non abbiamo interessi. Io vivo sull'altopiano di Clusone, davanti alla Presolana che parla la sua lingua di pietra lenta e inarrestabile,, dal terrazzo vedo la suggestione del lago d'Iseo, la sera sento il profumo della Pineta che sale a Falecchio. Non avrò mai soldi della comunità europea per scrivere un libro, fare un viaggio o costruire una baita - come non li avrà mai tanta gente impegnata questa lotta. E questa é una fortuna. Ora la situazione é grave. Un grande alpinista doveva di recente fare una serata in Valle Brembana. Poi l'assessore locale lo ha chiamato e gli ha detto: "dobbiamo disdire il suo invito, perché se poi parla della questione demanio sciabile a noi non sta bene." In soldoni, la situazione é questa. Attendiamo lo scontato verdetto del Parco delle Orobie sulla fattibilià del Demanio Sciabile. Ci sarà un eco-verdetto a favore dei bio-ingordi. Del resto l'Ente Parco é stato commissariato per anni, poi il presidente della Provincia di Bergamo ci ha messo la persona giusta. Soprattutto, vorrei poter dire da vecchio a qualche ragazzo di adesso e uomo di domani, "vedi, adesso puoi lavorare sulle tue montagne senza il bisogno di devastarle." Vorrei dirglielo perché le ho conosciute, girate, ammirate, rispettate. Anch'io ci lavoro in montagna, sono la mia fotne d'ispirazione anche quando scrivo di cose apparentemente lontane dalle "terre alte."State molto attenti a quello che farà il "mondo dell'informazione". Da lì capiremo come andranno a finire le cose. augh, Davide Sapienza (www.davidesapienza.net
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Di Max Barro (del 26/05/2008 @ 18:48:58, in Menifestazioni ed eventi, linkato 1174 volte)
Grande successo per la serata delle guide, presenti 150 persone, bellissime le foto presentate da Ruggero Andreoli del trekking in Nuova Zelanda. Il presidente Bianca Lanfranchi e Patrizia Gandini della Proloco di Bossico hanno omaggiato le guide con l'interessante libro "Val Borlezza"
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Di Amministratore (del 12/04/2008 @ 18:30:55, in Discorsi 'speciali ' sulle politiche ambientali, linkato 1276 volte)
In marcia per il clima Il clima sulla Terra sta cambiando, ma tardano decisioni condivise ed efficaci della politica per contrastare questa emergenza planetaria. Spetta dunque a noi sollecitarle e soprattutto operare una conversione di civiltà che fermi la febbre del Pianeta. Dobbiamo farlo per noi e per tutti, per salvare le tante aree d'Italia e del Mondo che già oggi subiscono le conseguenze dei cambiamenti climatici, per garantire la bellezza dei nostri paesaggi e la ricchezza delle nostre produzioni, per permettere alle future generazioni di vivere in pace in ambienti, in città, in paesi più belli e ospitali, per liberarci dalle guerre e dai conflitti che nascono per controllare risorse energetiche non rinnovabili sempre più scarse e beni comuni come l’acqua. Possiamo farlo perché oggi le conoscenze tecnologiche ci permettono di ripensare il modo di produrre energia e di consumarla per muoverci, abitare, lavorare senza dilapidare le risorse comuni quali l'acqua, l'aria, la vita sulla Terra. La rivoluzione che vogliamo ha degli obiettivi precisi, si propone subito, in tutta Europa e nel mondo, di arrivare in dieci anni a produrre e consumare energia con il 20% di maggior efficienza, di far dipendere per almeno il 20% il fabbisogno energetico da fonti rinnovabili e di ridurre del 30% le emissioni di gas che alterano il clima sulla terra. L’Italia fino ad oggi ha marciato in direzione opposta, aumentando i propri consumi di combustibili fossili. Ora possiamo dimostrare al mondo di saper invertire la tendenza, di saper partecipare ad un nuovo progresso, di essere capaci di innovare a partire dal formidabile giacimento dei nostri saperi, dei nostri giovani, dei nostri territori, delle nostre opere. Una conversione che ci appare desiderabile, perché può migliorare subito il nostro benessere e qualità della vita. E perché aiuta la coesione sociale, la pace e la sicurezza internazionale. Unendo le forze possiamo vincere le potenti lobby dell'economia dello spreco, così come l'inerzia dei piccoli e grandi privilegi e il conservatorismo delle cattive abitudini. Cambieremo i nostri stili di vita, le scelte di consumo, le consuetudini quotidiane, chiedendo e premiando nel contempo lo scambio di nuovi beni, l'erogazione di nuovi servizi, capaci di rilanciare l’occupazione, di garantire la coesione sociale, di migliorare le relazioni tra tutte le donne e gli uomini, di avere paesi e città meno inquinati e un Italia sempre più bella. Promuoviamo insieme la manifestazione nazionale “In marcia per il clima”, il 7 giugno 2008 a Milano. E' necessario essere in tanti per cominciare a realizzare una conversione, a firmare questo contratto col Mondo e aderire volontariamente ai precisi impegni di riduzione delle emissioni di gas climalteranti, ognuno nelle scelte della propria vita e della propria comunità.
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Di Max Barro (del 12/04/2008 @ 14:42:50, in Menifestazioni ed eventi, linkato 1267 volte)
22 aprile 2008. Anche Legambiente Alto Sebino aderisce al progetto SAD SMOKY MOUNTAINS segnalatoci da Davide Sapienza in collegamento da Ogni Dove. Per maggiori info sulla manifestazione: www.antersass.it/sadsmokymountains/default_italiano.htm )
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20 aprile 2008. Si è chiusa con un numero record di partecipanti - 42 sub da 9 gruppi del lago, aiutati per la movimentazione a terra da circa una ventina di volontari – la giornata “Fondali puliti 2008” promossa a Castro domenica 20 aprile a Castro. Dalle 9 alle 12, con la regia organizzativa di Legambiente Alto Sebino e Area Sub Ghedi, si sono svolte le operazioni di pulizia dei fondali e della costa. Una finestra di bel tempo tra le due perturbazioni atlantiche ha regalato all’iniziativa una mattinata fantastica L’acqua torbida non ha favorito i recuperi obbligando i sub a cercare praticamente alla cieca la porcheria buttata in acqua dagli amanti del lago. Tra i pezzi di maggior pregio recuperati ci sono 1 bidet, 1 lavandino, 1 sedia del Bar Vulcano, svariati copertoni, canne da pesca (di cui una in carbonio subito riciclata dal mitico pescatore ciclista Flavio B.), secchi secchielli e altri oggetti di varia natura. Nel corso dei lavori di pulizia sono state individuate una fogna non collettata con deposito “morenico” prontamente segnalata all’Amministrazione comunale. E un’automobile di fronte all’imbarcadero non recuperata per paura di sversamenti di olio motore nel lago (interverrà una squadra specializzata). La mitica pompa di benzina non è stata recuperata a causa della mancata individuazione per scarsa visibilità. I recuperi sono stati puramente dimostrativi. Per effettuare un’operazione di reale pulizia dei fondali, purtroppo, non basterebbe il battaglione San Marco, dal momento che il Lago d’Iseo è usato come pattumiera e discarica da decenni. La giornata di Castro rappresentava la prima tappa della campagna ecologica “Fondali Puliti 2008”, promossa dal Consorzio gestione associata laghi di Iseo, Endine e Moro in collaborazione con Ysei Sub Diving Club e con il patrocinio di Legambiente.
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21 aprile 2008. Buona presenza di soci e simpatizzanti di Legambiente Alto Sebino alla cena associativa di sabato 19 aprile scorso alla la sede. La serata ha visto 45 coperti, portate sostanziose e splendide torte preparate da Antonella, consigliere di maggioranza dell’associazione. Al termine della cena sono stati proiettati gli elaborati del “Legambiente Endurance - Goletta dei Laghi”, è stato presentato a grandi linee il progetto SEB1 e il presidente ha fatto il punto della situazione a quattro mesi dalla nascita del gruppo. Mentre la macchina organizzativa della manifestazione ha preso il via arriva notizia che Coldiretti BG vuole diventare partner dell’Endurance in abbinamento a Coldiretti Brescia. I contatti sono curati dal socio Cristian Galizioli.
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Di Amministratore (del 12/04/2008 @ 08:52:54, in Menifestazioni ed eventi, linkato 1750 volte)
Cari amici, vi segnalo alcuni appuntamenti e delle gite, sperando che la bella stagione si faccia avanti. Purtroppo il nubifragio di ieri sera (12 apr. 2008) con grandine e smottamenti, ha di nuovo ricordato a noi tutti e alle autorità istituzionali che il nostro territorio e il nostro lago è sempre a rischio, come segnalato nei nostri interventi per il recupero della valle Borlezza e contro il lago di Esmate e la centrale idroelettrica di Grè. Ecco un programma di piacevoli gite in bicicletta, organizzao l'A.Ri.Bi. come ogni anno: 13 aprile - In bicicletta sui colli di Bergamo (approfittando della chiusura al traffico) con visita guidata del castello di San Vigilio: 30 chilometri, con partenza alle 9,30 dal Sentierone,davanti al teatro Donizetti (accompagna Anna, telefono 328.4633714). 20 aprile - La ciclabile delle Città Murate e del Basso Bresciano: partenza dalla stazione di Bergamo per Soresina (Cremona) con il treno delle 9,07 e pedalata di circa 50 chilometri, risalendo l'Oglio, ritorno in treno da Palazzolo (accompagna Giorgio, tel. 035.246673). 25-26 aprile - Ciclogita "camuna" di due giorni, per informazioni e prenotazioni tel. 035.245805, ore 20,30-21. 27 aprile, ore 9.00 - camminata enogastronominca di 13 Km sulla Collina di SOLTO, con possibilità di bus navetta. Prenotazioni entro il 21 aprile 2008. Tariffe: Bambini fino a 9 anni compiuti: GRATIS - Ragazzi da 10 a 14 anni compiuti: Euro 10,00 - Adulti oltre i 15 anni: Euro 20,00 Trasmettere la ricevuta entro 2 giorni dal pagamento via fax: 0354349833 - 0354349844 Per informazioni: Tel. 035 4349821 - Email: giuliano.covelli@cmaltosebino.bg.it http://www.comunefonteno.com/ita/comune-fonteno-camminata-enogastronomica.php 27 aprile - Da Brescia a Desenzano con l'organizzazione dell'Ancma e gli Amici della bici di Brescia; partenza dalla stazione di Bergamo con il treno delle 7,53 per Brescia e ritorno da Desenzano, 40 chilometri su ciclabili e stradette di campagna (accompagna Gabriella, tel 347.8432329). 1 maggio - Al lago d'Iseo con treno a vapore, battello e bici; per informazioni e prenotazioni (max 20 persone) tel. Gabriella 347.8432329 o Gianbianco 338.8481752. 4 maggio - Alla scoperta del Parco del Serio, percorso guidato da un esperto naturalista: 55 chilometri su sterrati e stradette di campagna, con partenza dalla Casa dello sport alle 8,30 (accompagna Daniela, tel. 035.751014). 11 maggio - Bimbimbici, Giornata nazionale FIAB dedicata ai bambini; per informazioni: tel. 035.262659 (Claudio) oppure 035.570764 (Chiara). 18 maggio - Dedicato ai minori di anni 12, accompagnati: ciclopasseggiata lungo la pista ciclabile della Val Seriana per raggiungere la Val Vertova; informazioni e prenotazioni: tel. 035.664460 (Franco) o 035.623746 (Ralf). 18 maggio - La sponda bergamasca dell'Adda, 80 chilometri con parecchi sterrati; partenza dal parcheggio davanti alla Croce Rossa a Longuelo alle 8,30 (accompagna Pietro, tel. 348.7965447). 25 maggio - Da Menaggio a Porlezza (Lago di Lugano), per l'inaugurazione della pista ciclabile Bene Lario-Piano-Porlezza con gli amici della Fiab; in auto fino a Onno (Como) e poi in bici, 60 chilometri con un bel po' di salita; partenza alle ore 8 dalla Casa dello sport (accompagna Emilio, tel. 035.794797). 7 giugno - corso di fotografia al magnifico castello Quistini di Rovato, ma occorre prenotare al tel. 3391351913 - email: info@andreamazza.com Ciao Bernardino
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Di Max Barro (del 13/03/2008 @ 13:19:38, in Menifestazioni ed eventi, linkato 1270 volte)
Domenica 20 aprile 2008 alle ore 9 a Castro si apre “Fondali Puliti 2008”. manifestazione voluta dal Consorzio gestione associata laghi di Iseo Endine e Moro. La prima delle 7 tappe sarà curata localmente dal nostro socio Nicolo Barro. Promossa da Legambiente Alto Sebino ed organizzata da Area Sub Ghedi, si terrà sui fondali di Castro. Essendo a disposizione il maxicassone dei rifiuti i soci che vorranno aderire potranno effettuare la pulizia della costa.
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Ultimi commenti:
Ben fatto!
20/03/2008 @ 10:05:43
Di Anonimo


Titolo
Sei favorevole alla proposta di ordinanze comunali per l'abolizione degli shopper di plastica?

 SI SICURAMENTE
 SI ma impraticabile
 FORSE
 NO sarebbe scomodo
 NO tanto li butto nella forra

Titolo
LEGAMBIENTE ALTO SEBINO Via Rocca 6. 24063 Castro -BG- 348 5411746 info@legambientealtosebino.org



Ci sono 33 persone collegate


09/04/2020 @ 15:58:30
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