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Adotta una Varva - Il sentiero delle gole della Val Borlezza
Di Amministratore (del 01/07/2008 @ 11:47:44, in Sentiero delle gole della val Borlezza, linkato 1618 volte)
Il ”bacino di Pianico-Sellere” comprende una spettacolare successione di depositi lacustri e glaciali affioranti lungo una profonda incisione a meandri tra Sovere, Pianico e Sellere nella bassa Val Borlezza.
Questo lago aveva l’aspetto di un braccio lungo e stretto insinuato per circa 3 chilometri tra l’orrido del Tinazzo e Cerete.
Durante le fasi climatiche calde il lago era circondato da estese e dense foreste che limitavano le attività di frana dei versanti. La sedimentazione era quindi tranquilla: ogni estate piccoli cristalli di calcite prodotti dall’attività fotosintetica delle alghe si depositavano sul fondo, mentre d’inverno sedimentavano le foglie morte degli alberi.
I cristalli di calcite sono di colore bianco, mentre i sedimenti invernali sono di colore bruno scuri. Questa alternanza stagionale da origine ad un sedimento composto da coppie di lamine bianche e nere con ritmo annuale che prendono il nome di VARVE.
Il lavoro di conteggio delle varve, è stato eseguito sull’intero spessore degli affioramenti; ha fornito il totale di circa 18.000, il che equivale a 18.000 anni di storia, ovvero un archivio di 36.000 pagine, una per ogni stagione, che possiamo collocare nella storia con una datazione all’incirca di 780.000 anni fa.
Un calendario fossile di grandissimo valore. E’ la serie di varve ininterrotta più lunga al mondo, la sua recente scoperta ha accresciuto la celebrità internazionale del sito.
Esaminando la composizione di ciascuna lamina ed il suo contenuto di polline è possibile studiare il clima di ciascuna delle 36.000 stagioni conservate in successione continua.
Annualmente lungo la forra del Borlezza i crolli delle pareti mettono a disposizione centinaia di fossili che vanno perduti. Gli interventi di regimazione del torrente, hanno limitato i crolli, ma hanno anche ridotto l’accesso dei ricercatori alle sezioni di maggiore importanza scientifica.
Problemi contrastanti di difesa delle sponde, conservazione e valorizzazione del valore stratigrafico, paleontologico e paleoambientale del sito, evidenziano le difficoltà che riguardano la conservazione e la valorizzazione di questo geosito; a tutto questo va aggiunta la cronica mancanza di finanziamenti.
Il risultato è che un sito di grandissima rilevanza scientifica invidiatoci dal mondo intero è abbandonato a se stesso.
“Le gole della Val Borlezza” Un percorso attraverso la storia, la geologia e la natura.
Un paese che dorme su millenni di battaglie infinite tra le forze dell’acqua e della roccia, modellato dalle glaciazioni ed eroso dallo scorrere impetuoso del torrente Borlezza.
Forra fossile di Castro
Un portale di pietra con due pesanti porte in legno ci permette l’accesso al sentiero verso la forra del Borlezza, attraversato il piccolo bosco grazie al comodo sentiero, si giunge ad una parete rocciosa che sembra chiudere la via.
In realtà avvicinandosi al dirupo sulla sinistra si scorge un’altissima fessura nella roccia.
Da qui nel corso dei millenni sono passati centinaia di milioni di metri cubi di sabbia e roccia trascinati nel lago dalla forza impetuosa del torrente Borlezza.
L’imponente quantità di detriti ha formato nel corso dei millenni la penisola su cui sorge il grandissimo insediamento industriale alle nostre spalle.

Due enormi pareti alte più di 40 mt.
ci fanno da ali all’ingresso della forra che è visitabile in sicurezza per oltre cento metri per una larghezza variabile da 1 fino a 4 metri.
Un tuffo nella geologia del nostro territorio.

Il fontanino di Pora
la sorgente denominata Fontanino di Pora è ubicata lungo l’asta torrentizia principale, alla confluenza tra la Valle di Vareno e la Valle di Pora. Le acque del fontanino insieme alle alimentazioni delle altre sorgenti vengono inghiottite dalla potente frattura presente nella valle di Pora.
Il fondovalle è raggiungibile da Dorga con un sentiero boschivo che in trenta minuti scende ai grandi prati.
L’avvicinamento al canyon, lungo circa 500 metri e alto circa 150 metri avviene attraverso uno stretto passaggio scavato in una roccia: al suo interno si possono ammirare immense e maestose pareti rocciose, tali da rendere l’uomo piccolo e impotente.

I sentieri di avvicinamento non sono in buone condizioni, manca luna segnaletica adeguata, in loco non sono presenti pannelli esplicativi, le sezioni principali degli affioramenti hanno un urgente bisogno di interventi di manutenzione, i siti non sono adeguatamente pubblicizzati.

In questo modo un tesoro inestimabile è inutilizzato

“ADOTTA UNA VARVA” è una sorta di azionariato popolare finalizzato alla raccolta di fondi.
E’ rivolto a tutti:
cittadini, associazioni, aziende, istituzioni, sensibili alle tematiche ambientali e che come noi credono che il Borlezza non debba essere più considerato un problema, bensì una risorsa per il nostro territorio.
Quanto riusciremo a raccogliere, sarà gestito da un comitato composto dal CNR(consiglio nazionale delle ricerche), dal Museo Civico di Scienze Naturali di Lovere, dalla Biblioteca Civica di Sovere e da Legambiente Alto Sebino e verrà utilizzato per un progetto di riqualificazione dei siti geologici del torrente Borlezza ubicati nei paesi di Sovere, Castro e Castione della Presolana.
Portati a termine i progetti, la manutenzione dei siti verrà gestita e garantita annualmente dai ragazzi che partecipano ai campi estivi internazionali che il circolo LEGAMBIENTE Alto Sebino, organizzerà ogni estate.
La proposta turistica verrà poi gestita dal SEB1 (progetto di valorizzazione del comprensorio Sebino-Camuno) che si propone di rendere visibili ed utilizzabili le enormi potenzialità che il nostro territorio ci mette a disposizione ( vedi allegato )

Adottare una varva ha il prezzo simbolico di 2 euro, le varve sono 18.000, per cui il nostro obiettivo e di raccogliere 36.000 euro.
Presto inizierà il lavoro di divulgazione del progetto, che avrà come motore trascinante la manifestazione “GOLETTA DEI LAGHI LEGAMBIENTE ENDURANCE 2008” che si terrà a Lovere il 28 e il 29 giugno ( in allegato il volantino della manifestazione).

Non possiamo restare alla finestra a guardare inerti il progressivo peggioramento della situazione senza provare a fare nulla.
Non siamo così ingenui di pensare di salvare il mondo da soli; spesso ci domandiamo “ma cosa può fare un individuo da solo ?” Questa è una possibile risposta.
E’ chiaro che i politici, gli amministratori, i tecnici hanno pesanti responsabilità, ma anche ognuno di noi ha le proprie, sebbene spesso preferisca dimenticarsene.
Siamo convinti che la rinascita ambientale della Val Borlezza passi certamente attraverso la grande via delle opere pubbliche, ma probabilmente anche dal viottolo dei piccoli passi quotidiani.
Non dite mai che non ne vale la pena, che tanto non lo fa nessuno, che è inutile, che è solo una goccia … è la vostra goccia! non ha valore? Vi stimate così poco? Mettete la vostra goccia … qualcuno deve pur cominciare … poi, arriveranno le altre …
Ognuno a suo modo può dare il proprio contributo …

… Goccia dopo goccia … si fa “Il Borlezza”…